mercoledì 11 gennaio 2012

Vuelta a España

Presentata ufficialmente la 67esima edizione della Vuelta di Spagna: non sarà una corsa per velocisti, in compenso tanto spazio per gli scalatori. Addirittura dieci gli arrivi in quota, e due cronometro.  

Indurain Samuel Sánchez Purito presentación Vuelta - 0


La Vuelta dello scorso anno si era chiusa con la vittoria di Juan Jose Cobo. Ora si inizia un nuovo capitolo e oggi (mercoledì) a Pamplona, davanti al campionissimo Miguel Indurain, è stata presentata la 67a edizione della corsa a tappe spagnola. Partenza proprio da Pamplona il 18 agosto e arrivo a Madrid il 9 settembre.

Dieci i traguardi in salita, due le crono e tante le sorprese, tra cui il ritorno del gruppo a barcellona dopo 13 anni, come dichiarato dal direttore generale Javier Guillen che ha promesso “Una Vuelta esplosiva. Le emozioni inizieranno fin dalla prima settimana con 3 arrivi in salita a Arrate, Escaray e a La Gallina: in seguito l’impegno diventerà ancora più intenso, continuando il progetto che negli anni ha reso la Vuelta la corsa a tappa che conosciamo”.

Una sola cronometro individuale in programma mercoledì 29 agosto, in occasione dell'11esima frazione: la Cambados-Pontevedra di 40 chilometri. Per il resto, ben dieci traguardi in salita, di cui quattro davvero ostici: Ancares, Lagos de Covadonga, Cuitu Negro e La Bola del Mundo.

martedì 3 gennaio 2012

i Top e Flop del 2011

Il 2011 è ormai finito, ma prima di tuffarci nella nuova stagione è giusto tirare le somme per quello che abbiamo osservato fin qui: è stato un anno intenso, che ci ha regalato vittorie inattese (Nuyens, Zaugg, Vansummeren, Goss) e altre annunciate (Cavendish al Mondiale). E' stata indubbiamente la stagione di Gilbert, dominatore delle Classiche come pochi altri prima di lui, e quella di Evans, finalmente vincitore del Tour de France dopo tanti anni di inseguimento. L'Italia invece resta indietro: nessun successo nelle grandi corse di un giorno e nemmeno un acuto nei grandi Giri, ma i giovani sembrano promettere bene: fortuna che il 2012 è arrivato...



===TOP===

Il Cannibale delle Classiche: Philippe Gilbert — Da tanti anni non si vedeva un corridore così tanto più forte degli altri nelle corse di un giorno. La tripletta nelle Ardenne (Amstel-Freccia-Liegi) è un qualcosa che rimarrà nella storia, così come le vittorie — nello stesso anno — di San Sebastian, Strade Bianche e Gp Quebec. Ha vinto entrambi i titoli nazionali (crono e in linea), il vallone Gilbert, che dalla prossima stagione correrà con la Bmc, si è tolto lo sfizio di vestire la prima maglia gialla del Tour de France 2011. Da lì potrebbe ripartire la sua carriera: in Francia anche sulle salite lunghe ha retto tutto sommato bene. E se gli venisse voglia di provarci anche nelle (grandi) corse a tappe? Per il momento lui dice di no (ma ha ammesso di pensarci): d'altronde i mezzi di Gilbert sono infiniti…

Il nuovo che avanza: Peter Sagan — Lo avevamo già scoperto nel 2010 quando ancora 19enne si impose in due tappe alla Parigi-Nizza, il 2011 è stato per lui l'anno della conferma. Quindici i successi personali: tre al Giro di Sardegna, una al California, due allo Svizzera e due al Polonia con leadership della generale. E poi la Vuelta, con tre vittorie di tappe. E' un classe 1990, siamo di fronte al fuoriclasse del futuro: soprattutto perché nemmeno lui ha ancora scoperto i suoi veri limiti.

E poi "Finalmente Tour": Cadel Evans — Il Tour de France portato nella "Terra dei Canguri" per la prima volta nella storia dell'Australia racchiude perfettamente tutto ciò che questo incredibile corridore ha dimostrato di essere nel corso della carriera: dedizione e impegno, costanza e classe. Il Tour de France, a lungo inseguito e tante volte sfiorato, lo celebra come Re del 2011: per lui è la prima volta. Una dolcissima prima volta. Ma il Tour è solo il punto più alto della sua stagione, che lo vede vincere anche Tirreno-Adriatico e Giro di Romandia.

Michele Scarponi e quel pensiero ("Se non ci fosse stato Contador")— Lo splendido inizio di stagione (successo al Giro del Trentino, terzo alla Tirreno e quarto al Giro di Sardegna) lo aveva portato al via del Giro d'Italia in condizione super. Michele aveva preparato la Corsa Rosa nei minimi dettagli: e se non ci fosse stato quel mostro di Alberto Contador lo avrebbe anche vinto. Il suo secondo posto nel Giro d'Italia forse più difficile della storia vale (quasi) una vittoria…