domenica 26 maggio 2013

Giro d'Italia - La quinta di Cavendish, la festa per Nibali

Sipario sulla Corsa Rosa a Brescia: Mark Cavendish vince la ventunesima e ultima tappa per il pokerissimo in volata davanti a Modolo, Viviani e Giacomo Nizzolo. E la Leonessa omaggia Vincenzo Nibali, il re del Giro d'Italia 2013



In certi sport avremmo parlato di no-contest o knock-out tecnico, in altri di Regola Mercy o manifesta superiorità, ma il ciclismo ossequia diverse trame narrative, modula tempi sinusoidali, insegna l’arte dell’attesa, depositario di fatiche e imprese, rovine e risalite: ecco perché la maglia rosa di Vincenzo Nibali, nonostante i connotati assoluti, sfuma i contorni, stratifica i racconti, un’emozione per volta, senza ebbrezze. Più pragmatici di noi invece, si sa, gli inglesi e quindi che dire di Mark Cavendish, The Fastest Man On Two Wheels: pokerissimo, cinque su cinque in volata, quindicesima vittoria al Giro dal 2008, 102 in carriera. Aveva promesso di portare la maglia rossa fino a Brescia, l’ha vestita per quindici giorni, l’ha persa ieri arrivando mezz’ora dopo Nibali, sfiancato e coperto di neve, sulle Tre Cime di Lavaredo. E se l’è ripresa oggi sbriciolando ancora una volta le speranze dei velocisti italiani in volata: secondo Sacha Modolo, terzo Elia Viviani, quarto Giacomo Nizzolo. Sipario: l’Astana alza i pugni, Nibali distende un lungo bellissimo sorriso, Carlos Betancur gongola in maglia bianca, Stefano Pirazzi in azzurra. E’ l’incanto del Giro: bravi tutti.
IL POTERE E LA GLORIA: BRESCIA INCORONA NIBALI - Inglesi pratici, italiani più romantici: dalle incertezze della vigilia agli attacchi verso Pescara, dalla leadership dopo la crono di Saltara - nel giorno che avrebbe dovuto coronare Sir Bradley Wiggins - ai sedici bellissimi giorni in rosa, dalla gentile concessione a Mauro Santambrogio sullo Jafferau all’ipoteca di Polsa, dal capolavoro di ieri alla festa di oggi, sul palcoscenico della Leonessa per il trofeo Senza Fine, come senza fine saranno le nostre attese aspettando il Tour de France, non sappiamo quale delle prossime edizioni, per consegnarlo alla storia. Perché sulle Dolomiti Vincenzo Nibali ha fatto il Merckx e domani, ci auspichiamo, alla Grande Boucle emulerà Felice Gimondi. Sì, perché che Vincenzo Nibali avesse le stimmate del fuoriclasse l’avevamo compreso tre anni fa quando un last-minute lo chiamò al Giro 2010 per sostituire Pellizotti, vestì la maglia rosa per tre giorni e vinse la tappa di Asolo chiudendo al terzo posto nel rispetto delle gerarchie Liquigas per il suo capitano Ivan Basso. Con una caduta a Montalcino che senza, chissà… Lo stesso anno del primo trionfo alla Vuelta a España prima di due stagioni che i detrattori tacciano del ridimensionamento, se così si possono chiamare un secondo posto al Giro 2011, il terzo al Tour 2012, due podi alla Milano-Sanremo e alla Liegi-Bastogne-Liegi, una Tirreno-Adriatico. Vincenzo non è poi così cambiato, come molti dicono, e la sua condotta in maglia rosa ne è la prova perché quando nasci attaccante non puoi più nasconderti, né prima né dopo la leadership, e perché è più bello vincere sgretolando le resistenze degli avversari, tappa dopo tappa, invece di “limitarsi” a difendere il simbolo del primato: nascono così il successo di Polsa, la seconda cronoscalata dopo la Belluno-Nevegal 2011, e l’epica delle Tre Cime di Lavaredo. Vincenzo è maturato, questo sì, e sboccia dalla pienezza di un campione l’omaggio a Santambrogio sul primo traguardo alpino, ma con la stessa liberalità che già tre anni fa offerse a Mosquera la Bola del Mundo. All’inizio del sogno…

sabato 25 maggio 2013

Giro d'Italia - Crono a braccia alzate: Nibali sempre più in rosa

Il messinese dell'Astana vince la crono-scalata valida per la 18esima tappa del Giro d'Italia davanti a un bravissimo Samuel Sanchez (Euskaltel Euskadi) e a uno splendido Damiano Caruso (Cannondale). Scarponi (Lampre) è quarto di tappa. Evans, che chiude 25esimo di giornata, resta sempre secondo nella generale, ma scivola a 4'02'' dalla maglia rosa di Nibali...




Sicuro, potente, e bello da vedere. Attento, concentrato, ed elegante sulla bicicletta. Con addosso il suo mantello più prezioso, un completo rosa che finora non aveva mai sfoggiato, Vincenzo Nibali affronta la crono-scalata Mori-Polsa, valida per la 18esima tappa del Giro d’Italia, con portamento regale e il carisma del padrone.
La vittoria tanto attesa arriva nella maniera più bella, in una specialità in cui le forze si misurano in senso assoluto, la cronometro, e sul terreno più difficile, la salita. Vincenzo Nibali parte dal velodromo di Mori con la convinzione di chi sa che al suo Giro d’Italia manca solo una bella vittoria di tappa, un acuto in solitaria, giusto per chiarire, ancora una volta, che il più forte di tutti quest’anno è lui.
Al traguardo, che Vincenzo taglia sotto la pioggia, ma con il pugno al cielo, il siciliano dell’Astana ha 58’’ di vantaggio su Samuel Sanchez, che a lungo aveva accarezzato il sogno della vittoria di tappa, e 1’20’’ su un bravissimo Damiano Caruso, arrivato al Giro un po’ a sorpresa per via del forfait di Basso, ma che di questa Corsa Rosa è stato finora tutt’altro che comparsa. Scarponi, che paga nel finale la pioggia e un inizio di tappa a ritmo forse un po’ troppo alto, è quarto, quindi Majka, che torna in possesso della maglia bianca dei giovani, e Rigoberto Uran, che cede a Nibali 1’26’’.
Lo sconfitto di giornata è sicuramente Cadel Evans, 25esimo sulla Polsa a 2’36’’ dal siciliano dell’Astana: l’australiano della Bmc, che resta secondo nella generale, ora è distante oltre 4’ dalla maglia rosa. Un tempo irrecuperabile, per lui e per tutti gli altri. Perché il Nibali di quest’anno è troppo più forte dei suoi avversari. Il Giro d’Italia è ormai cosa fatta: lo stesso Vincenzo non lo dice, ma lo fa capire con gli occhi. Noi cominciamo a sussurrarlo: in attesa di poterlo gridare in quel a Brescia.

Ordine D'arrivo cronometro:

1Vincenzo Nibali  (ITA) Astana  44:29   
2Samuel Sánchez  (ESP) Euskaltel  +58   
3Damiano Caruso  (ITA) Cannondale  +1:20   
4Michele Scarponi  (ITA) Lampre  +1:21   
5Rafal Majka  (POL) Saxo - Tinkoff  +1:25   
6Rigoberto Urán  (COL) Team Sky  +1:26   
7Carlos Betancur  (COL) AG2R  +1:32   
8Stef Clement  (NED) Blanco  +1:36   
9Dario Cataldo  (ITA) Team Sky  +1:41   
10Danilo Di Luca  (ITA) Vini Fantini  +1:52 

mercoledì 22 maggio 2013

Giro d'Italia - Visconti si prende Vicenza con testa e cuore

Il corridore della Movistar vince la 17a tappa del Giro d'Italia con un'azione da campione sulla salita di Crosara: per Visconti si tratta della seconda vittoria in questa edizione della Corsa Rosa dopo il trionfo sul Galibier. Secondo chiude Navardauskas, che esulta sul traguardo, terzo è Mezgec. Classifica generale immutata: Nibali resta in maglia rosa. E domani c'è la crono-scalata...



La testa, nel ciclismo così come nella vita in generale, rappresenta il ‘tutto’. E’ una cosa nota, ma a volta fa bene ricordarlo. Giovanni Visconti, a Vicenza, ci dà la possibilità di farlo. Perché quello che il siciliano della Movistar mette in atto nel finale della 17esima tappa del Giro d’Italia è un qualcosa che, senza ‘testa’ (abbreviazione di ‘convinzione nei propri mezzi’) non si può fare. Senza il Galibier non ci sarebbe stata Vicenza e, senza Vicenza, adesso Giovanni Visconti non sarebbe nuovamente consapevole della sua forza. Che è immensa, quella di un campione. Per il tre volte campione italiano si tratta della seconda vittoria in questo Giro d’Italia, la terza di fila per la Movistar che ne ha messe insieme quattro dall’inizio di questa Corsa Rosa: due appunto con Visconti, una a testa con Dowsett e Intxausti.
FUGA A QUATTRO - L’azione che caratterizzerà questo 17esimo giorno di corsa nasce dopo appena 200 metri dopo il via. All’attacco Rubiano Chavez (Androni), Belkov (Katusha), che ha vinto la tappa con arrivo a Firenze, Dockx (Lotto Belisol) e Durbridge (Orica GreenEdge), l’ultimo tra i fuggitivi ad accodarsi alla fuga. I battistrada, che arrivano a guadagnare un vantaggio massimo di poco superiore ai cinque minuti (5’18’’), vedono il loro margine diminuire progressivamente dai -50 dall’arrivo in poi.

martedì 21 maggio 2013

Giro d'Italia - La tappa dopo la rosa: Intxausti vince a Ivrea

Terza Vittoria Movistar nella sedicesima tappa di Ivrea con sprint vincente di Beñat Intxausti, che aveva vestito la maglia rosa dopo la crono di Saltara, davanti a Tanel Kangert e Przemyslaw Niemiec gregari di Nibali e Scarponi. Big vicinissimi a +14" ma manca Santambrogio sul traguardo con un ritardo di oltre 2 minuti



Un giorno in maglia rosa e un successo di tappa per il basco Beñat Intxausti Elorriaga al Giro d'Italia 2013 e dopo Alex Dowsett nella prova a cronometro e l'impresa di Giovanni Visconti sul Galibier la Corsa Rosa parla ancora Movistar. Intxausti precede nello sprint a tre di Ivrea Tanel Kangert, sempre in testa al gruppo per Vincenzo Nibali perché della maglia rosa è il gregario principe, e Przemyslaw Niemiec polacco della Lampre al secondo podio consecutivo. E fra i big, vicinissimi sul traguardo a una manciata di secondi da Intxausti, manca soltanto Mauro Santambrogio che crolla prima del secondo Gpm chiudendo a 2'24. Carlos Betancur ci prova ancora scollinando in testa ad Andrate e chiamando Samu Sanchez in discesa per la sparata finale ma Nibali sul suo terreno non ci sta spalancando le porte al successo comunque meritatissimo di Intxausti: finale incerto e bellissimo, ce l'aspettavamo.
SEDICESIMA TAPPA, FINALE A SORPRESA - Dopo il secondo e ultimo giorno di riposo si riparte dalla Francia per la settimana decisiva della Corsa Rosa: 238 chilometri da Valloire, ai piedi del Galibier, a Ivrea nella provincia di Torino. Come due giorni fa ma a rtitroso il Telegraphe e il Col du Montcenis, Gran Premio della Montagna di prima categoria (10 chilometri al 7%) con lunga discesa verso Susa e 40 chilometri di falsopiano. Al chilometro 202 si arriva a Ivrea per il circuito finale con strappo di Andrate, Gpm2 di 6 km. al 9% con punte del 12%, discesa tecnica a carreggiata ridotta e ultimi ottomila metri di piano per le sparate finali. Ristoro a Condove (km. 117), Traguardi Volanti ad Agliè (km.183) e Bollengo al chilometro 207 prima del finale nella Città dalle rosse torri.

Giro d'Italia - Visconti re del Galibier nel segno di Pantani

Un successo al Giro rincorso da sempre: finalmente è il giorno di Giovanni Visconti nella tappa simbolo del Galibier sul traguardo del Monumento Pantani: novanta chilometri nella fuga da Mont Cenis, venticinque di assolo dal Telegraphe, un capolavoro. Secondo e nuova maglia bianca Carlos Betancur al quarto podio davanti a Niemiec. Nibali scatta a -2 km. chiudendo con i top-ryder



Il Galibier è il valhalla del ciclismo dove riposano le memorie di Marco Pantani, che quindici anni fa scrisse la pagina più bella della storia del Tour de France strappando in assolo la maglia gialla a Ulrich, e dove si sublimò la disputa del sacramento, quella tra Fausto Coppi e Gino Bartali che proprio qui si scambiarono la borraccia della foto del secolo. Perché sul Galibier Coppi e Bartali sono i depositari della leggenda, come Bragi e Odino. Il Galibier si deve fare nonostante gli spaventi e le cancellazioni di ieri, la neve e le slavine, il freddo e la bruma e se non si può arrivare in cima anche meglio perché il nuovo traguardo è tutto per Pantani e la sua stele (Pantani Forever) che rischiara Les Granges e la Francia ce lo presta per l’omaggio della maglia rosa. Vince Giovanni Visconti, nato il 13 gennaio, lo stesso giorno di Marco: un successo inseguito da sempre, dalla prima partecipazione al Giro d’Italia del 2007, e dopo un anno durissimo di cadute, ritiri, depressioni e classiche tenebra. Nella fuga per novanta chilometri dalla cima del Moncenisio e in assolo sul Telegraphe, il due volte campione nazionale resiste sul Galibier senza voltarsi, fendendo il freddo e la neve, le braccia rarefatte al cielo delle Alpi. Secondo a 42 secondi, ed è la terza volta dopo Montasio e Firenze, il quarto podio perché ieri terzo, Carlos Betancur per sfilare grazie all’abbuono la maglia bianca a Rafal Majka, polacco quinto dietro al connazionale Niemiec. Quinto a 47” Fabio Duarte, a pochi metri (+54”) arrivano chiudendo la top-ten i primi cinque della classifica generale: nell’ordine di tappa Michele Scarponi, Vincenzo Nibali, Cadel Evans, Mauro Santambrogio e Rigoberto Uran. La maglia rosa mostra una splendida tenuta nel giorno in cui Visconti diventa re per una notte: per Nibali lo scettro è già pronto a Brescia.

Giro d'Italia - Neve e Santambrogio, Nibali sempre più rosa

Mauro Santambrogio della Vini Fantini taglia il traguardo di Jafferau davanti a Vincenzo Nibali che fa il vuoto in classifica generale per i distacchi di Uran, quinto a mezzo minuto, e Cadel Evans (+33'). Betancur ancora sul podio, crollano Scarponi (+1'28) e Gesink (+4'16). Giro nella morsa del maltempo: tappa senza il primo Gpm di Sestriere e domani niente Mont Cenis e Col du Galibier



Vince il capitano della Vini Fantini Mauro Santambrogio e quando il gioco si fa duro, Vincenzo Nibali ipoteca la maglia rosa... Doveva “semplicemente” essere la giornata del secondo traguardo in salita del Giro 2013 o la prima frazione di una due giorni durissima con arrivo in Francia e invece è diventato un sabato drammatico per tutti, ciclisti e operatori, nessuno escluso. Pioggia battente su tutta la corsa, neve all'arrivo in quota con temperature vicine allo zero, nuvole basse e visibilità ridottissima senza immagini per gli elicotteri rimasti a terra e un brutto incidente per una separazione delle sedi stradali nei primi chilometri: dal Lombardia al Giro d'Italia passando per Milano-Sanremo e Tirreno Adriatico, è l'Italia che resiste.
SECONDO ARRIVO IN SALITA MA SENZA SESTRIERE - Quattordicesima tappa con arrivo in salita e percorso modificato prima della partenza perché il Sestriere è inagibile e il primo Gpm della frazione (16,3 chilometri di seconda categoria al 4%) viene cancellato per decisione degli organizzatori e della Giuria del Giro d'Italia dopo il consulto con le autorità. Le condizioni meteo non garantiscono la sicurezza dei corridori e a Pinerolo (km. 70) la Corsa Rosa devia in val di Susa con rifornimento a Inn rientrando sul disegno iniziale del tracciato a Oulx con arrivo a Bardonecchia e traguardo in cima allo Jafferau a quota 1.908 metri, Gran Premio della Montagna di Prima Categoria per 7,3 chilometri al 9% di pendenza media e punte del 14%. I chilometri della tappa piemontese passano da 168 a 180 perché dopo la Milano-Sanremo e la Gand-Wevelgem classiche mutilate anche la prima delle grandi corse a tappe cade nella morsa del freddo.

venerdì 17 maggio 2013

Giro d'Italia - Cavendish vince anche senza treno: e sono 101!

Il velocista dell'Isola di Man vince la 13esima tappa del Giro d'Italia andando a sprintare con autorità davanti a Giacomo Nizzolo (RadioShack) e al giovane sloveno dell’Argos Shimano, Luka Mezgec. Per Cannonball si tratta della vittoria 101 della carriera. In classifica generale non cambia nulla: Vincenzo Nibali conserva senza problemi la maglia rosa...




Con un Mark Cavendish così, i ritiri (contemporanei) di Ryder Hesjedal e Bradley Wiggins fanno molto meno male. Perché il Giro d’Italia che perde due grandi protagonisti, partiti da Napoli con il chiaro intento di arrivare a Brescia in maglia rosa, non ha il tempo di ‘piangere’ i due campioni. Deve subito tornare concentrato e applaudire ancora una volta la straordinaria forza esplosiva di Mark Cavendish: il velocista britannico dell’Omega Pharma-QuickStep si impone (senza treno) anche a Cherasco conquistando così il quarto successo (su quattro) in questa edizione del Giro. Salgono a 101 le sue vittorie in carriera, 14 ottenute solo nella Corsa Rosa.
FUGA A SETTE – Nasce appena dopo 18 km l’azione che poi caratterizzerà tutta questa 13esima tappa. Lastras (Movistar),Ermeti (Androni), Bak (Lotto), Hondo (RadioShack), Boem (Bardiani), Andriato (Fantini) e Ludvigsson (Argos), questi i nomi degli attaccanti, provano l’azione già dopo 18 km. Il gruppo maglia rosa lascia fare, il più pericoloso è Hondo, lontano però da Nibali un’ora e ventidue minuti. In pochi chilometri i battistrada arrivano a guadagnare oltre 12 minuti nei confronti del plotone principale, che nel frattempo registra due cadute senza conseguenze: coinvolti prima Bobridge e Le Bon, quindi Atapuma e Christensen.

Giro d'Italia - 100 volte Mark Cavendish: crolla Wiggins

Il velocista dell’Isola di Man si impone nella 12a tappa del Giro d’Italia e ottiene la sua vittoria numero 100 in carriera: secondo Bouhanni, terzo Mezgec. Nibali resta in rosa, Wiggins crolla definitivamente e chiude con 3’35'' di ritardo. Uran nuovo capitano del Team Sky: per il vincitore del Tour de France 2012 possibile ritiro...




Mark Cavendish  

Il velocista più forte del mondo (e forse di sempre) è lui, Mark Cavendish. Lo sprinter britannico fa cifra tonda a Treviso, nella tappa più corta di questo Giro d’Italia, appena 134 km ridotti poi in partenza a 129 per motivi di sicurezza, con una volata che mette insieme testa, tecnica e potenza: il successo è solare, netto. Agli avversari, Bouhanni secondo e Mezgec terzo, solo le briciole.
La tappa vive sull’iniziativa di cinque attaccanti (Felline, Belkov, De Backer, Marcato e Lammertinks), che partono al km 0 (Marcato si aggiungerà poco dopo) e restano all’attacco fino a poche centinaia di metri dal traguardo. I battistrada, che avranno un vantaggio massimo di poco superiore ai 3’30’’, accarezzano a lungo il sogno di giocarsi il successo di tappa a Treviso, anche perché sul tracciato piove tantissimo e per il gruppo lanciarsi all’inseguimento non è semplice. Davanti non ci sono uomini di classifica: l’Astana si defila e lascia che a guidare il gruppo siano le squadre dei velocisti. Omega Pharma Quick Step, Argos Shimano e Cannondale si mettono davanti a ‘menare’, ma il vantaggio non scende come sperato.

Giro d'Italia - Navardauskas rende omaggio alle vittime del Vajont

Il corridore lituano della Garmin-Sharp vince l’11esima tappa del Giro d’Italia al termine di una bella fuga da lontano. Al secondo posto Daniel Oss, a poco più di un minuto. Pirazzi è terzo, quarto Puccio. Di Luca, anche lui all’attacco con altri 19 dal km 70, è sesto. In maglia rosa sempre Vincenzo Nibali. Intxausti, che attacca nel finale, guadagna due posizioni ed entra nei 10 della generale



Navardauskas se lleva la undécima etapa del Giro 

A distanza di un anno dall’ultima volta, Ramunas Navardauskas torna a festeggiare sul podio del Giro d’Italia. Il corridore della Garmin-Sharp, che ha compiuto 25 anni lo scorso 30 maggio, vince la tappa dedicata alle vittime della tragedia del Vajont al termine di una fuga da lontano e dopo un allungo straordinario nel finale.
La fuga di giornata parte al km 70, e se ne vanno addirittura in 20: Navardauskas (Garmin-Sharo), Bonnafond (Ag2r), Rodriguez (Androni), Pirazzi (Bardiani), Martens (Blanco), Oss (Bmc), Sarmiento (Cannondale), Duque (Colombia), Le Bon (FDJ), Gusev (Katusha), Cobo (Movistar), Pauwels (Lotto Belisol), Keukeleire (Orica), Popovych (RadioShack), Puccio (Sky), Gretsch (Argos), Petrov (Saxo Tinkoff), Veuchelen (Vacansoleil), Di Luca (Vini Fantini) e Martinez (Euskaltel).
Il gruppo lascia fare, come ampiamente pronosticabile alla vigilia della corsa, e in pochi chilometri cede 4/5 minuti agli attaccanti di giornata, che li manterranno poi fino al traguardo del Vajont. Sulla prima salita, la lunga ma non impegnativa Sella Ciampigotto (Gpm di 2a categoria al 4% di pendenza media) non succede praticamente nulla: Pirazzi anticipa un po’ troppo lo sprint per ottenere i punti in chiave classifica scalatori, ma Rodriguez, evidentemente infastidito dai suoi scatti anticipati, lo va a prendere a alla fine lo anticipa in vetta al Gpm.

martedì 14 maggio 2013

Giro d'Italia - Uran doma le montagne, ma Nibali guadagna ancora sui rivali

Il colombiano del Team Sky vince la 10ma tappa del Giro d'Italia davanti a Betancur e al siciliano dell'Astana, che incrementa il suo vantaggio nella generale: Santambrogio, Evans, il giovane Majka (Saxo Tinkoff) e Pozzovivo arrivano con la maglia rosa a 31’’ dal vincitore. Wiggins chiude a 1’08’’ con Scarponi, e adesso il britannico è dietro il compagno Uran nella generale. Crolla Hesjedal...




Questo Giro d’Italia parla colombiano: Rigoberto Uran si impone nella prima tappa di alta montagna di questa 96esima edizione della Corsa Rosa e scavalca Bradley Wiggins in classifica generale. Ora Uran è terzo, a 2’04’’ da un Vincenzo Nibali sempre più padrone della corsa. Il messinese dell’Astana chiude al terzo posto di giornata, andandosi a prendere anche l’abbuono per il piazzamento. Benissimo il duo dell’Ag2r La Mondiale, con Betacur secondo all’arrivo e Pozzovivo grande protagonista nel finale di corsa. Stantambrogio, Evans, il giovane Majka (Saxo Tinkoff) e Pozzovivo arrivano con la maglia rosa, a 31’’ da Uran. Wiggins, che arriva con Scarponi a 1’08’’ dal vincitore di giornata, accusa un’altra giornata-no, ma non si arrende. Chi cede definitivamente, invece, è Ryder Hesjedal, disperso già dopo la prima salita.
IN 13 ALL’ATTACCO - Nasce dopo 30 km la fuga di questa prima tappa con arrivo in salita del Giro d’Italia 2013. Dopo una serie infinita di scatti e contro-scatti, si avvantaggiano 13 corridori nei confronti del gruppo maglia rosa. Tre gli italiani tra gli i battistrada, e vale la pena citarli tutti perché chi ci prova da lontano, e soprattutto in frazioni impegnative come questa, merita sempre un applauso particolare: Dekker, Rodriguez, Modolo, Tjallingii, Viviani, Brutt, Dehaes, Pauwels, Machado, Popovych, Bennati, Ligthart, Millar e Gatto. Con loro, che arrivano a guadagnare anche oltre 8’ (8’13’’) nei confronti del gruppo maglia rosa, c’era anche Sacha Modolo, che però si rialza praticamente subito.

lunedì 13 maggio 2013

Giro d'Italia - Belkov trionfa a Firenze, crollo Hesjedal

Il russo Maxim Belkov del Team Katusha vince in solitaria, e in fuga dal chilometro 25, la nona tappa del Giro d'Italia: secondo in Piazza Michelangelo il colombiano Betancur davanti al connazionale Pantano. Pioggia e freddo in Toscana: gruppo rosa oltre il minuto, Hesjedal si stacca prima di Fiesole sprofondando a 3'12 da Nibali in generale e Wiggins paga ancora le discese bagnate




Un cronoman in trionfo nella tappa del primo Gpm1 e un secondo al traguardo con le braccia al cielo plumbeo di Firenze: al Giro 2013 le sorprese non finiscono mai... In Toscana vince Maxim Belkov, che vive a Prato, completando un assolo di cinquanta chilometri dopo 140 di fuga. Come alla Strade Bianche, quando venne ripreso dal gruppo a meno dieci per il successo di Moser, ma con miglior esito: ditelo a Carlos Betancur, colombiano AG2R, che scatta a Fiesole, riprende Ludvigsson, brucia il connazionale Jarlinson Pantano in Viale dei Colli ed esulta sul traguardo di Piazza Michelangelo. Come alla Roma Maxima, quando la figuraccia la fece Pippo Pozzato secondo (senza radiolina) dietro a Blel Kadri.
NONA TAPPA CON PRIMO GPM1 - La nona frazione di 170 chilometri da Sansepolcro a Firenze presenta il primo Gran Premio della Montagna di prima categoria della Rosa 2013 e l'arrivo sul circuito che ospiterà, anche se percorso a ritroso, il prossimo Mondiale. Due lunghe salite di Passo della Consuma (Gpm2 di 17 km. al 4% con punte del 10%) al chilometro 81 e Vallombrosa (Gpm1 di novemila metri fino al 12%) 25 chilometri più avanti fra i Traguardi Volanti di Bibbiena (km. 50) e Pontassieve (km. 132). Più vicini all'arrivo (ma meno duri) i Gpm di Vetta le Croci (cat. 3 di 7,6 chilometri al 5%) e Fiesole di quarta categoria (3 km. con punte dell'11%) prima del traguardo "mondiale". Firenze riabbraccia il Giro: nel 2009 vinse Mark Cavendish in volata su Petacchi per completare il tris Rosa nell'anno magico della Milano-Sanremo e delle 6 tappe al Tour de France.

Giro d'Italia - Jet-Dowsett, Wiggins secondo, Nibali in rosa!

Il britannico della Movistar Alex Dowsett vince l'attesissima crono di Saltara in 1:16'27 davanti al suo ex compagno di squadra Bradley Wiggins (+10") ma il vero capolavoro contro il tempo lo firma Vincenzo Nibali, quarto a +21" dietro a Kangert e nuovo leader della Corsa Rosa rovesciando i pronostici della vigilia. Bene Evans, sesto tempo e secondo in clasifica generale a +29", male Hesjedal




Ci aspettavamo l'inesorabile colpo di scure, quello di Sir Bradley Wiggins, sul Giro d'Italia 2013 e invece proprio nel giorno della crono, quello che doveva giustiziare Vincenzo Nibali, il nostro campione siciliano, capitano Astana, si prende la maglia rosa. Bellissimo e tutto vero a Saltara dove vince Alex Dowsett, inglese classe 1988 passato quest'anno alla Movistar dalla Sky, davanti a un Wiggins ancora sfortunato dopo una settimana durissima: il campione olimpico a cronometro deve cambiare bici per un problema probabilmente elettronico all'avveniristico cambio e alla fine il tempo perso a Casteldimezzo gli costerà il successo di tappa oltre ad altri preziosissimi secondi in classifica. Nibali: miglior tempo al primo intermedio, sesto al secondo, quarto all'arrivo cedendo soltanto 11” a Wiggins. Vuol dire maglia rosa perché Intxausti crolla, Hesjedal delude, Evans chiude sesto a +39” (+29” da Nibali in generale) e l'inglese detentore del Tour resta a +1'16 a un secondo da Gesink e con 8” di gap su Scarponi quinto (oggi decimo). Pronostici tutti rovesciati e Nibali nuovo della Corsa Rosa.
OTTAVA TAPPA, WIGGINS ROSA TENEBRA - Crono marchigiana di 54,8 chilometri da Gabicce Mare a Saltara da dividere idealmente in tre parti: subito curve strette a novanta gradi (ogni duecento metri!) e salita verso Gabicce Monte, poi 23 chilometri di saliscendi fino a Pesaro per il primo Intertempo del chilometro 26. Nel secondo tratto il profilo cambia fino al secondo intermedio rilevato a Calcinelli (km. 51) con lunghi rettilinei e tanta pianura. Negli ultimi 800 metri si riprende a salire con punte di pendenza al 13% fino a Saltara. Le numerose curve, la durata (seconda crono più lunga nella storia del Giro dopo la Sestri-Riomaggiore di 60 km. del 2009) e il ritardo del grande favorito Bradley Wiggins in classifica generale (23° a 1'32 da Intxausti) dopo le vicissitudini del britannico - tra ritardi, problemi meccanici e presunte controversie di squadra - e la caduta di ieri nella fatal Pescara rendono la frazione di oggi fondamentale per il vincitore della Grande Boucle.

venerdì 10 maggio 2013

Giro d'Italia - La pioggia stravolge il Giro! Crolla Wiggins

Adam Hansen, australiano della Lotto-Belisol, unico superstite della fuga al traguardo di Pescara mentre Benat Intxausti, che chiude a 1'07 con Nibali (scivolato a -7 km), è la nuova maglia rosa. Wiggins ancora nel baratro: l'asfalto bagnato lo condanna in discesa, cade a -5 km e chiude a 2'31 con Paolini. Sul podio Battaglin e Danilo Di Luca che fanno la volata dei -1'07 di Evans e Ryder Hesjedal



Molti si aspettavano una tappa di fuochi e nemmeno la pioggia ha potuto bagnare le polveri di un Giro d'Italia già intensissimo. Anzi, è stato proprio l'asfalto bagnato a rivoluzionare gli ordini di tappa e classifica generale negli ultimi trenta chilometri di oggi: dalla caduta di Emaunele Sella, battistrada con Hansen, all'attacco di Danilo Di Luca; dalle scivolate di Nibali e Bradley Wiggins negli ultimi dieci alla vittoria di Adam Hansen, passista australiano classe 1981 della Lotto-Belisol, che nel 2012 era stato l'unico a completare il trittico Giro-Tour de France-Vuelta a España e oggi torna al successo dallo Ster Elektrotoer 2010 per la quarta vittoria di carriera. In classifica generale deve arrendersi Luca Paolini cedendo la maglia rosa a Beñat Intxausti Elorriaga della Movistar che chiude a 1'07 da Hansen con Nibali: davanti a loro Enrico Battaglin e Danilo Di Luca fanno la volata per il podio con il detentore Ryder Hesjedal, Cadel Evans, Santambrogio, Caruso, Pirazzi e la nuova maglia bianca Rafał Majka, uomo classifica Saxo-Tinkoff, perché anche Aru cade nell'ultima discesa a tornanti. Per Wiggins un altro calvario: dai problemi meccanici nei primi chilometri alla caduta negli ultimi chiudendo a Pescara con 2'31 di ritardo. Voleva prendersi la maglia rosa domani nella crono di Saltara, ma considerati i risultati del nuovo leader Intxausti e del terzo della generale - Hesjedal a -8” dal Movistar e -3” da Nibali secondo - nelle prove contro il tempo forse il vincotore dell'ultima Grande Boucle dovrà ridimensionare le sue aspettative.

giovedì 9 maggio 2013

Giro d'Italia - Cavendish il più forte di tutti: Viviani ancora 2°

Il velocista britannico si impone nella 6a del Giro d'Italia confermandosi ancora una volta il migliore del mondo in questo tipo di arrivi. Altro secondo posto per Elia Viviani (Cannondale); completa il podio di giornata Matthew Goss (Orica GreenEdge). La maglia rosa resta sulle spalle di Luca Paolini: domani primo assaggio 'appenninico' con l'arrivo a Pescara...




Per commentare la vittoria di Cavendish bisogna partire da un abbraccio, anzi da due abbracci. Quelli che il campione dell’Isola di Man riserva, subito dopo l’arrivo di Margherita di Savoia, ai compagni di squadra Gert Steegmans e Matteo Trentin. Senza squadra non si va lontano: Cavendish lo sa ed è perfettamente consapevole che il suo secondo successo in questo Giro d’Italia 2013 è da dividere con i suoi compagni. Poi lui, ovviamente, ci ha messo del suo; ma d'altronde non si diventa il velocista più veloce del mondo per caso... Per Cavendish, in questa 96esima edizione della Corsa Rosa, la percentuale di vittorie è del 100%: due tappe per i velocisti e due successi per Cannonball. Con tanto di maglia rosa a Napoli. Impossibile fare meglio.
FUGA DI DUE AMICI – Nasce dopo 15 km l’azione che caratterizza la sesta tappa del Giro d’Italia. A provarci sono due australiani, Jack Bobridge (Team Blanco) e Cameron Wurf (Cannondale), che si trovano davanti un po’ per caso e che, una volta ‘al vento’, decidono di provarci da lontano. Il loro vantaggio nei confronti del gruppo maglia rosa cresce rapidamente fino a toccare ben presto i 6’25’’ al km 31. Ma la tappa non permette finali a sorpresa: Omega Pharma Lotto, FDJ e Orica GreenEdge si mettono in testa al gruppo già nella prima ora di corsa e il vantaggio dei battistrada scende progressivamente, fino poi a esaurirsi a 34 km dall’arrivo

mercoledì 8 maggio 2013

Giro d'Italia - Maxi-caduta nel finale: poi 'numero' di Degenkolb!

Il corridore tedesco dell'Argos Shimano si impone nella 5a tappa del Giro d'Italia al termine di una volata infinita. Secondo chiude Vicioso (Katusha), terzo è Martens (Blanco). Nel finale Canola (Bardiani) ha l'occasione della vita in seguito a una maxi-caduta di gruppo, ma la rimonta di Degenkolb è inesorabile. Paolini, che rischia di cadere nell'ultimo chilmetro, conserva la maglia rosa...




Una volata pazzesca, infinita, lunga quasi un chilometro. E per di più in rimonta, con una cattiveria e un’intelligenza che difficilmente vanno di pari passi. John Degenkolb vince così la quinta tappa del Giro d’Italia 2013, la Cosenza-Matera di 206 km. Una frazione che definire ‘da velocisti’ alla vigilia sarebbe stato un errore e che la strada, durante la corsa, non ha fatto altro che confermare questa sensazione. Una maxi-caduta nel finale ha poi condizionato l’ordine d’arrivo, che premia il tedesco della Argos Shimano, al primo successo nella Corsa Rosa, e fa sognare – per lunghe centinaia di metri – il giovane Marco Canola. Il corridore della Bardiani si è trovato, con un po’ di casualità e con sua grande sorpresa, in testa da solo nel rettilineo finale: ha dato tutto, ma quel tutto (che in realtà era poco perché stava lavorando per un compagno di squadra) non è bastato per tenere dietro uno straordinario Degenkolb.
In precedenza, la tappa era stata caratterizzata dal coraggio di cinque uomini, Gil Martinez, Mestre, Andriato, Marangoni e Bulac, che attaccano già al 3° km di corsa e restano allo scoperto fino a pochi km dall’arrivo. Con loro, almeno fino al primo Gpm in programma (la breve ascesa di Cipolletto, un 4a cat), c’era anche Stefano Pirazzi. Il corridore della Bardiani, il meglio piazzato nella generale tra gli attaccanti, decide però di rialzarsi dopo essere transitato per primo in cima alla prima salita di giornata. Senza di lui, con la Katusha molto più tranquilla in chiave maglia rosa, la fuga può prendere il largo.

martedì 7 maggio 2013

Giro d'Italia - Di Luca emoziona, Battaglin vince: Wiggins cede 17''

Il giovane corridore della Bardiani vince la 4a tappa del Giro d'Italia davanti a Fabio Felline e a Giovanni Visconti. Luca Paolini conserva la maglia rosa. Per Battaglin si tratta della prima vittoria nel 2013. I big si nascondono: il meglio piazzato è Cadel Evans, 6° all'arrivo. Ottimo spunto di Di Luca nel finale: l'abruzzese attacca in salita, ma è ripreso a 400 metri dall'arrivo....




Parla italiano il Giro d’Italia 2013: e lo fa a ogni latitudine. Ieri un ‘vecchietto’, Luca Paolini, 36 anni, oggi una ‘nuova leva’, Enrico Battaglin, giovanissimo 23enne di belle speranze. Nato il 17 novembre 1989, il corridore della Bardiani, reduce da un 2012 sfortunatissimo dal punto di vista personale, riscatta alla grande i sacrifici fatti durante l’ultimo inverno vincendo, da protagonista e con grande autorità, la quarta tappa del Giro d’Italia 2013. Enrico, in bicicletta già a 6 anni per volere della famiglia, tiene benissimo sulla salita finale di Croce Ferrata, e poi vola sui 700 metri finali sul lastricato di Serra San Bruno. La sua vittoria è netta, schiacciante: Fabio Fellini e Giovanni Visconti, che parte troppo dietro e resta chiuso con Paolini, completano il podio di giornata.
FUGA A SETTE: SELLA MAGLIA ROSA VIRTUALE - La tappa è caratterizzata dalla lunga fuga di sette corridori (Sella, Roux, Tamouridis, Berard, Minguez, Le Bon e Ligthart), che vanno all’avanscoperta già dopo 7 km, ma che poi si sfilacciano strada facendo quando all’arrivo mancano ne mancano circa 75. Una serie di attacchi e contro-attacchi permette a Berard, Minguez, Le Bon e Ligthart di avvantaggiarsi nei confronti degli altri fuggitivi, che ‘pagano’ la presenza nel drappello di testa di Emanuele Sella, il meglio piazzato in classifica generale e a lungo maglia rosa virtuale nei primi chilometri di questa frazione. La fuga termina sulla salita di Vibo Valentia (Gpm di 3a cat), dove Minguez resta da solo fin dai primi metri dell’ascesa. L’azione dello spagnolo dell’Euskaltel Euskadi, ultimo superstite della fuga iniziale, si esaurisce definitivamente a 40 km dall’arrivo. La Katusha controlla la corsa, e una volta ripresi i fuggitivi lascia che siano gli uomini della Bardiani e della Vini Fantini a fare il ritmo.

lunedì 6 maggio 2013

Giro D'italia- Paolini,che favola! Tappa e maglia rosa al "debutto"

A 36 anni e alla prima partecipazione al Giro d'Italia il milanese della Katusha si prende tutto a Marina di Ascea, terza tappa, davanti a Evans e Ryder Hesjedal. Passaggio di testimone rosa tra italiani, da Salvatore Puccio, crollato sul secondo Gpm, a Luca Paolini mentre Scarponi cade in discesa prima dell'arrivo. Hesjedal e Nibali già all'attacco: Wiggins, secondo della generale, è già avvisato




Cosa vuol dire indossare la maglia rosa esordendo sulle strade del Giro d'Italia a 36 anni: è il capolavoro di Luca Paolini nella terza è già intensissima frazione con un bellissimo attacco in discesa a 6 chilometri dall'arrivo per prendersi tutto: tappa e leadership con passaggio di testimone tra italiani e “uomini classica”. Da Salvatore Puccio, classe 1989, a Luca Paolini, che di anni ne ha dodici in più e oggi la gloria è tutta per lui. Intanto succede di tutto: dall'assolo di Fabio Taborre al crollo della maglia rosa, dai primi fuochi del detentore Ryder Hesjedal e del grande pretendente Vincenzo Nibali, alla volata per l'abbuono di Cadel Evans, secondo davanti al leader della Garmin, per riscattare una cronosquadre severa fino alla caduta di Michele Scarponi, vincitore 2011, che scivola in discesa a meno tremila dal traguardo compromettendo la classifica. E Wiggins? Ottavo di tappa e secondo della generale ma già in balia degli altri capitani in una Corsa Rosa che, in quanto a spettacolo, con tutto il rispetto ha già eguagliato tre settimane di Tour de France.
TERZA TAPPA, PRIME SALITE - I 222 chilometri che separano Sorrento da Marina di Ascea chiudono oggi la tre giorni campana che ha inaugurato la 96esima edizione del Giro d'Italia a Napoli e griffato la cronosquadre di ieri nella bellissima Ischia. L'incanto non è finito perché oggi si costeggiano gli splendidi paesaggi di Positano, Prairano, Conca dei Marini, Amalfi e il sito archeologico di Paestum prima delle salite di San Mauro Cilento (Gran Premio della Montagna di seconda categoria al km. 153) e Sella di Catona, Gpm 3 al km. 202. Due Traguardi Volanti per gli abbuoni con sprint a Salerno (km. 71), dove si conclude la prima parte sul litorale amalfitano, e Agropoli del chilometro 113 per l'ingresso in Cilento, i Gpm e un'ultima discesa molto tecnica a 1500 metri dal traguardo di Ascea. Frazione ideale per gli attacchi da lontano, le andature dei passisti veloci e una prima occasione per la Euskaltel Euskadi di rimedio dopo il disastro della cronosquadre che ha già condannato Samu Sanchez a più di un minuto di ritardo in classifica generale.

domenica 5 maggio 2013

Giro d'Italia - Sky Supremacy nella cronosquadre: Puccio in rosa

La squadra di Bradley Wiggins domina la seconda tappa di Ischia davanti a Movistar e Astana di Vincenzo Nibali che paga 14" al detentore del Tour: un sir che omaggia Dario Cataldo, primo sotto il traguardo di Forio, e Salvatore Puccio gregario in maglia rosa. Male Garmin, disastro Euskaltel perché se Hesjedal chiude con 25" di ritardo in generale da Wiggins, Samu Sanchez crolla a più di un minuto




Giro d'Italia già nel segno di Sky e Bradley Wiggins perché il team britannico vince la seconda tappa dominando la cronosquadre di Ischia: 31 chilometri in 22'05 a 47 km. di media oraria frantumando gli ottimi intertempi di Movistar - miglior intermedio di 10'10 a Casamicciola Terme - Katusha (poi quarta all'arrivo) e Lampre che chiude sesta a -22” dietro all'ottima e inattesa Vini Fantini di Mauro Santambrogio. Meno bene la Garmin-Sharp, grande favorita della vigilia, che chiude a quasi mezzo minuto ridimensionando il detentore del Giro Ryder Hesjedal, male la BMC di Cadel Evans (-37”), malissimo la Euskaltel Euskadi con il quinto, il portoghese Ricardo Mestre, staccatissimo a Forio dai primi guidati da Egoi Martinez e così Samuel Sanchez crolla già in generale a più di un minuto da Wiggo. Ma la maglia rosa? Sir Bradley omaggia Dario Cataldo, (campione nazionale a cronometro) primo al traguardo ma il nuovo sorprendente leader del Giro d'Italia è Salvatore Puccio, siciliano classe 1989, per il miglior piazzamento a Napoli tra i nove Sky. E Puccio, che nel 2011 aveva vinto il Giro delle Fiandre Under-23, si prende anche la maglia bianca: un capolavoro così inaspettato e raccolto nella splendida cornice di Ischia.

SECONDA TAPPA, CRONOSQUADRE SPECIALE - Seconda frazione e la Corsa Rosa entra subito nel vivo con una cronosquadre di 17,4 chilometri da Ischia a Forio: un chilometraggio sì ridotto ma di incenssanti saliscendi (intertempo al km. 8 di Casamicciola Terme) con quattro brevi salite e ultimi 3 chilometri molto tecnici di discese e restringimenti di carreggiata. Il tempo all'arrivo si prende sul quinto dei nove in una crono sulla carta insidiosa per gli uomini classifica che non possono contare su luogotenenti da crono ma anche per chi - come Bradley Wiggins che senza Cancellara, Froome e il campione del mondo Tony Martin, al Giro non sembra avere altri rivali che il tempo - si è circondato di scalatori.

Giro D'italia: Prima tappa a Mark Cavendish

Lo sprinter mannese firma la prima tappa del Giro d'Italia 2013 battendo in volata Elia Viviani e Nacer Bouhanni sul lungomare di via Caracciolo. Successo numero 98 in carriera, undicesimo della Corsa Rosa dal 2008, per il velocista più forte del mondo che torna a vincere due mesi dopo la Tre giorni di La Panne



Non è mai troppo tardi per scrivere che Mark Cavendish è The Fastest Man on Two Wheels... Lo sprinter mannese non vinceva da due mesi alla Driedaagse De Panne ma il Giro d'Italia è un'altra cosa e per le altre ruote veloci alla prima non c'è scampo: Cannonball sgretola in volata le speranze di Elia Viviani, ancora una volta secondo, e dell'emergente Nacer Bouhanni vestendo la prima maglia rosa 2013 a Napoli. Una vittoria annunciata - la numero 98 in carriera, undicesima al Giro dal 2008 - in uno sprint per pochi perché l'ultima curva prima del rettilineo di via Caracciolo ha estromesso dalla volata Millar, Chicchi, Belletti e soprattutto Mattia Gavazzi, sugli scudi a San Luis e in Toscana, per una maxi-caduta da “febbre rosa”.
NO PROLOGO DOPO DIECI ANNI - La prima e più breve tappa del Giro d'Italia 2013 prende il via da piazza Plebiscito con chilometro zero in via Caracciolo rotonda Diaz: frazione “criterium” di 130 chilometri in due circuiti concentrici, il primo di 16,4 km. percorso quattro volte e un successivo di 8 km. da ripetere per otto passaggi prima del traguardo lungomare con rettilineo di 950 metri. Ai chilometri 23 e 39 si sale a Posillipo con primi due Gran Premi della Montagna categoria 4 (5,2 km. al 2.9%) in via Petrarca. Dieci anni dopo, nel 2003 a Lecce vinse Alessandro Petacchi, la prima tappa del Giro è in linea con tutte le maglie subito in palio: la rosa del leader, la bianca dei giovani (nati dopo il primo gennaio 1988), la rossa della classifica a punti e la maglia azzurra scalatori. Abbuoni ai primi 3 all'arrivo (20", 12" e 8 secondi) e Traguardo Volante "simbolico" al km. 105.

giovedì 2 maggio 2013

Giro d'Italia - Basso salta la Corsa Rosa: al suo posto Caruso

Il corridore varesino deve dare forfait a due giorni dall'inizio della manifestazione: causa dello stop un ascesso perineale. Il suo posto nella Cannondale verrà preso da Damiano Caruso. Basso, che era già a Napoli pronto per la prima tappa di sabato, dovrà così reimpostare la sua stagione....




A soli due giorni dal via da Napoli, il Giro d’Italia perde già uno dei suoi protagonisti. Ivan Basso, 35enne corridore varesino del Team Cannondale, non sarà alla partenza della Corsa Rosa. Il motivo del forfait è un ascesso perineale, esploso - senza alcun preavviso - durante la mattinata di ieri.

Immediato il consulto medico con il responsabile della Cannondale, il dottor Roberto Corsetti: Basso si è sottoposto a tutti gli esami del caso presso la Clinica Multimedica di Castellanza, in provincia di Varese. Sebbene l’esito delle visite specialistiche abbiano escluso patologie serie, a Basso è stato comunque accertata, così come si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Cannondale, “la presenza di un grosso ascesso perineale in fase di organizzazione che, purtroppo, non è risultato aggredibile mediante agocentesi”.

Ivan ci ha provato, ha tentato di lottare per evitare di perdere l’appuntamento che prepara dall’inizio della stagione. Per tutta la giornata di ieri, seguendo le direttive del dottor Corsetti, Basso aveva cominciato le procedure terapeutiche per ridurre il dolore e far sparire l’infezione. Ma al risveglio, questa mattina, non ha potuto far altro che constatare il peggioramento della situazione.

mercoledì 1 maggio 2013

Giro d'Italia - Vinokourov: "Obiettivo, far vincere Nibali"

Il gm dell'Astana assicura: "Gruppo compatto per la vittoria di Vincenzo". Gli avversari più pericolosi? Saranno Wiggins, Hesjedal, Scarponi e Gesink



Tutti al servizio delle ambizioni di Vincenzo Nibali. L'Astana ha ufficializzato la formazione che dovrà sostenere il campione siciliano sulle strade di un Giro d'Italia pronto a salpare, sabato, da Napoli. La formazione kazaka si presenterà ai nastri di partenza con un capitano unico e indiscutibile, Nibali, e otto scudieri che hanno il compito di supportare l'ex Liquigas.
I nomi: i kazaki Andrey Zeits e Dmitri Gruzdev, lo svedese Fredrik Kessiakoff, l'estone Tanel Kangert e gli italiani Paolo Tiralongo, Valerio Agnoli, Fabio Aru e Alessandro Vanotti. Nibali è tra i naturali favoriti: secondo nell'edizione del 2011 alle spalle di Michele Scarponi, vincitore a tavolino in seguito alla squalifica di Alberto Contador, il 28enne messinese ha costruito la sua stagione proprio per arrivare al massimo della condizione al Giro, vincendo la Tirreno-Adriatico e il Giro del Trentino.
"Abbiamo un solo obiettivo al Giro - spiega il general manager dell'Astana, il campione olimpico in carica Alexandr Vinokourov - ed è il successo di Vincenzo nella corsa di casa sua. Ha già vinto la Vuelta ed ha chiuso al terzo posto al Tour, ora è pronto per lottare per la maglia rosa. E' un traguardo che ci siamo posti dall'inizio di questa stagione e tutto il team cercherà di condurlo alla vittoria".
E proprio per questo l'Astana ha sacrificato un velocista come Andrea Guardini, rimasto a casa proprio per non distogliere la squadra dall'unico obiettivo da perseguire nelle tre settimane di gara