Il velocista britannico si impone nella 6a del Giro d'Italia confermandosi ancora una volta il migliore del mondo in questo tipo di arrivi. Altro secondo posto per Elia Viviani (Cannondale); completa il podio di giornata Matthew Goss (Orica GreenEdge). La maglia rosa resta sulle spalle di Luca Paolini: domani primo assaggio 'appenninico' con l'arrivo a Pescara...
Scritto da Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)
Per commentare la vittoria di Cavendish bisogna partire
da un abbraccio, anzi da due abbracci. Quelli che il campione
dell’Isola di Man riserva, subito dopo l’arrivo di Margherita di Savoia,
ai compagni di squadra Gert Steegmans e Matteo Trentin. Senza squadra
non si va lontano: Cavendish lo sa ed è perfettamente consapevole che il
suo secondo successo in questo Giro d’Italia 2013 è da dividere con i
suoi compagni. Poi lui, ovviamente, ci ha messo del suo; ma d'altronde
non si diventa il velocista più veloce del mondo per caso... Per
Cavendish, in questa 96esima edizione della Corsa Rosa, la percentuale
di vittorie è del 100%: due tappe per i velocisti e due successi per
Cannonball. Con tanto di maglia rosa a Napoli. Impossibile fare meglio.
FUGA DI DUE AMICI – Nasce dopo 15 km l’azione che caratterizza
la sesta tappa del Giro d’Italia. A provarci sono due australiani, Jack
Bobridge (Team Blanco) e Cameron Wurf (Cannondale), che si trovano
davanti un po’ per caso e che, una volta ‘al vento’, decidono di
provarci da lontano. Il loro vantaggio nei confronti del gruppo maglia
rosa cresce rapidamente fino a toccare ben presto i 6’25’’ al km 31. Ma
la tappa non permette finali a sorpresa: Omega Pharma Lotto, FDJ e Orica
GreenEdge si mettono in testa al gruppo già nella prima ora di corsa e
il vantaggio dei battistrada scende progressivamente, fino poi a
esaurirsi a 34 km dall’arrivo
.
L’INSEGUIMENTO DI WIGGINS – L’arrivo in volata sembra cosa
fatta. Bradley Wiggins, scortato da alcuni compagni di squadra, si fa
sfilare in fondo al gruppo per cambiare bicicletta. L’operazione si
svolge in un lampo e, in pochi secondi, il vincitore del Tour de France,
è pronto per ripartire e rientrare in gruppo. Sarebbe un’operazione di
routine, ma una maxi-caduta all’interno del plotone principale costringe
il vincitore del Tour de France 2012 a fermarsi. Di fronte a lui, e ai
suoi compagni, un muro, di corridori e biciclette. Dopo quasi un minuto
si riparte, con il gruppo maglia rosa che, spezzato in più tronconi,
rallenta e aspetta coloro i quali sono rimasti attardati. A 20 km dal
traguardo, il gruppo è di nuovo compatto: davanti, però, non ci sono le
squadre dei velocisti, ma Astana e Sky, con il chiaro tentativo di
tenere fuori dai guai Nibali e lo stesso Wiggins. Che a 3 km dal
traguardo si mette addirittura in testa a tirare per evitare altri guai.
VOLATA REGALE DI CAVENDISH - Boaro cerca un’improbabile azione
da finisseur, ma l’andatura è troppo elevata e uscire dal gruppo, a
quelle velocità, è praticamente impossibile. Dopo il corridore della
Saxo-Tinkoff ci prova anche Marco Marcato, ma l’arrivo – un lungo
rettilineo di 2 km con la strada bella larga – era da volata. E volata è
stata. Uno sprint che vede trionfare il più forte di tutti, Mark
Cavendish. Senza ‘se’ e senza ‘ma’, con la consapevolezza che, quando
c’è lui e quando sta bene, il miglior risultato possibile è il secondo
posto. Ecco perché Elia Viviani, altra piazza d’onore dopo Napoli,
dovrebbe essere soddisfatto. La vittoria, per il giovane veneto della
Cannondale, arriverà. Terzo chiude Goss, poi il francese Bouhanni e lo
sprinter dell’Androni, Gavazzi. Maglia rosa ancora sulle spalle di Luca
Paolini: che se la goda, il ‘ragazzo’ (ha 36 anni…) della Katusha. Da
domani, con il primo ‘assaggio appenninico’, comincia un altro Giro
d’Italia.
IN RICORDO DI WOUTER WEYLANDT - Il 9 maggio del 2011, durante
la terza tappa di quell'edizione del Giro d'Italia, ci lasciava per
sempre Wouter Weylandt. Il corridore belga, che difendeva i colori del
Team Leopard, era caduto durante la discesa del Passo del Bocco. Aveva
26 anni: la sua compagna, mentre lui perdeva la vita sulla strada, era
in dolce attesa della loro figlia Alizee, che sarebbe nata il 1°
settembre... Il Giro, che lo scorso anno gli ha dedicato la terza tappa
della Corsa Rosa e che quest’anno non ha ripetuto l’appuntamento per
richiesta della sua famiglia, non ha mai dimenticato Wouter... Di
Cavendish, che sul podio ha mostrato il 108 (era il numero di Weylandt),
uno dei gesti più belli di questa giornata.


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