Il colombiano del Team Sky vince la 10ma tappa del Giro d'Italia davanti a Betancur e al siciliano dell'Astana, che incrementa il suo vantaggio nella generale: Santambrogio, Evans, il giovane Majka (Saxo Tinkoff) e Pozzovivo arrivano con la maglia rosa a 31’’ dal vincitore. Wiggins chiude a 1’08’’ con Scarponi, e adesso il britannico è dietro il compagno Uran nella generale. Crolla Hesjedal...
Scritto da Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)
Questo Giro d’Italia parla colombiano: Rigoberto Uran
si impone nella prima tappa di alta montagna di questa 96esima edizione
della Corsa Rosa e scavalca Bradley Wiggins in classifica generale. Ora
Uran è terzo, a 2’04’’ da un Vincenzo Nibali sempre più padrone della
corsa. Il messinese dell’Astana chiude al terzo posto di giornata,
andandosi a prendere anche l’abbuono per il piazzamento. Benissimo il
duo dell’Ag2r La Mondiale, con Betacur secondo all’arrivo e Pozzovivo
grande protagonista nel finale di corsa. Stantambrogio, Evans, il
giovane Majka (Saxo Tinkoff) e Pozzovivo arrivano con la maglia rosa, a
31’’ da Uran. Wiggins, che arriva con Scarponi a 1’08’’ dal vincitore di
giornata, accusa un’altra giornata-no, ma non si arrende. Chi cede
definitivamente, invece, è Ryder Hesjedal, disperso già dopo la prima
salita.
IN 13 ALL’ATTACCO - Nasce dopo 30 km la fuga di questa prima
tappa con arrivo in salita del Giro d’Italia 2013. Dopo una serie
infinita di scatti e contro-scatti, si avvantaggiano 13 corridori nei
confronti del gruppo maglia rosa. Tre gli italiani tra gli i
battistrada, e vale la pena citarli tutti perché chi ci prova da
lontano, e soprattutto in frazioni impegnative come questa, merita
sempre un applauso particolare: Dekker, Rodriguez, Modolo, Tjallingii,
Viviani, Brutt, Dehaes, Pauwels, Machado, Popovych, Bennati, Ligthart,
Millar e Gatto. Con loro, che arrivano a guadagnare anche oltre 8’
(8’13’’) nei confronti del gruppo maglia rosa, c’era anche Sacha Modolo,
che però si rialza praticamente subito.
PASSO DI CASON DI LANZA (Gpm di 1a categoria di 12.3 km di salita
interrotti da 2mila metri di discesa. La pendenza media è dell’8.5% con
punte del 16) – Passano poche centinaia di metri dall’inizio della
salita e il Team Sky prende in mano la corsa. Wiggins manda davanti
Zandio, che fa un’andatura pazzesca per tutta la salita: a perdere le
ruote dei migliori soprattutto Ryder Hesjedal, che abbandona
definitivamente ogni speranze di bissare il successo ottenuto lo scorso
anno, ma anche Samuel Sanchez ed Henao si staccano a un paio di km
dall’arrivo salvo poi rientrare al termine della discesa. Protagonista,
in questa fase della corsa, è Franco Pellizotti, che attacca all’inizio
della salita con il compagno di squadra Rosa e poi procede da solo alla
caccia dei fuggitivi. Quando sta per cominciare l’ultima salita, Jackson
Rodriguez ha un problema meccanico e viene ripreso da Pauwels. Si forma
una coppia al comando: il gruppo maglia rosa è lontano 2’20’’.
Pellizotti, allo scoperto dall’inizio della prima ascesa, decide di
rialzarsi. Il plotone, di nuovo guidato dagli Sky di Wiggins, in effetti
è lì, a poche centinaia di metri dalla sua maglia tricolore.
ALTOPIANO DEL MONTASIO (Gpm di 1a categoria di 10.9 km con una
pendenza media del 7.9% e una massima che tocca addirittura il 20) -
Il gruppo, o quel che resta del plotone principale, torna compatto dopo
poche rampe della salita finale. A fare l’andatura il bravissimo
Zandio, che riceve presto il cambio da Cataldo. Ai -8km dall’arrivo,
attacca Rigoberto Uran. Si pensa possa essere un’azione in funzione di
Wiggins, e invece il colombiano se ne va da solo, con un passo regolare e
senza strappi. Gli ultimi 4 km hanno dei punti al 20% e non si può
correre il rischio di arrivare lì senza energie e con le gambe troppo
dure. Uran, che vola verso una splendida vittoria di tappa, segue da
lontano la battaglia del gruppetto principale, da dove esce prima
Pozzovivo e poi allunga Betancur che va a conquistare un altro secondo
posto. Nibali risponde colpo su colpo agli attacchi dei suoi avversari,
guarda tutti in faccia e va addirittura a sprintare, oltre che il terzo
posto finale, anche per il traguardo volante che gli porta 3’’ di
abbuono. Segno che lo Squalo dello Stretto sta correndo, oltre che con
le gambe, anche con la testa. Senza trascurare il cuore, come ci ha
insegnato Paolini pochi giorni fa. Mentre Santambrogio, Evans, il
giovane Majka e Pozzovivo chiudono con la maglia rosa, Wiggins e
Scarponi chiudono con oltre un minuto di ritardo rispetto a Uran.
Precipita infine Hesjedal, che arriva con oltre 21’ dal vincitore di
giornata ed esce definitivamente di scena dalla classifica generale. Il
modo peggiore per abdicare, per un corridore che, solo dodici mesi,
festeggiava a Milano con la maglia rosa.
Ordine D'arrivo:
| 1 | Rigoberto Urán (COL) | 4:37:42 | ||
| 2 | Carlos Betancur (COL) | 4:38:02 | +20.000 | |
| 3 | Vincenzo Nibali (ITA) | 4:38:13 | +31.000 | |
| 4 | Mauro Santambrogio (ITA) | 4:38:13 | +31.000 | |
| 5 | Cadel Evans (AUS) | 4:38:13 | +31.000 | |
| 6 | Rafal Majka (POL) | 4:38:13 | +31.000 | |
| 7 | Domenico Pozzovivo (ITA) | 4:38:13 | +31.000 | |
| 8 | Robert Kišerlovski (CRO) | 4:38:29 | +47.000 | |
| 9 | Beñat Intxausti (ESP) | 4:38:48 | +01:06.000 | |
| 10 | Bradley Wiggins (ENG) | 4:38:50 | +01:08.000 |

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