Il corridore della Movistar vince la 17a tappa del Giro d'Italia con un'azione da campione sulla salita di Crosara: per Visconti si tratta della seconda vittoria in questa edizione della Corsa Rosa dopo il trionfo sul Galibier. Secondo chiude Navardauskas, che esulta sul traguardo, terzo è Mezgec. Classifica generale immutata: Nibali resta in maglia rosa. E domani c'è la crono-scalata...
Scritto da Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)
La testa, nel ciclismo così come nella vita in generale, rappresenta il ‘tutto’. E’ una cosa nota, ma a volta fa bene ricordarlo. Giovanni Visconti,
a Vicenza, ci dà la possibilità di farlo. Perché quello che il
siciliano della Movistar mette in atto nel finale della 17esima tappa
del Giro d’Italia è un qualcosa che, senza ‘testa’ (abbreviazione di
‘convinzione nei propri mezzi’) non si può fare. Senza il Galibier non
ci sarebbe stata Vicenza e, senza Vicenza, adesso Giovanni Visconti non
sarebbe nuovamente consapevole della sua forza. Che è immensa, quella di
un campione. Per il tre volte campione italiano si tratta della seconda
vittoria in questo Giro d’Italia, la terza di fila per la Movistar che
ne ha messe insieme quattro dall’inizio di questa Corsa Rosa: due
appunto con Visconti, una a testa con Dowsett e Intxausti.
FUGA A QUATTRO - L’azione che caratterizzerà questo 17esimo
giorno di corsa nasce dopo appena 200 metri dopo il via. All’attacco
Rubiano Chavez (Androni), Belkov (Katusha), che ha vinto la tappa con
arrivo a Firenze, Dockx (Lotto Belisol) e Durbridge (Orica GreenEdge),
l’ultimo tra i fuggitivi ad accodarsi alla fuga. I battistrada, che
arrivano a guadagnare un vantaggio massimo di poco superiore ai cinque
minuti (5’18’’), vedono il loro margine diminuire progressivamente dai
-50 dall’arrivo in poi.
VINI FANTINI ALL’ATTACCO – Dopo oltre 180 km di tranquillità
assoluta, a Barbaro Vicentino cominciano i primi saliscendi. Belkov,
l’uomo con più chilometri di fuga nelle gambe di tutto il Giro, perde
subito le ruote dei compagni d’attacco. Il gruppo maglia rosa, lontano
poco più di 1’ dalla testa della corsa (davanti restano in tre, Chavez,
Dockx e Durbridge), è guidato dagli uomini della Vini Fantini di Scinto,
che si mettono a fare l’andatura per cercare di portare Oscar Gatto, di
Montebelluna, a fare la volata per la vittoria di tappa. Siamo ai 25 km
dall’arrivo, alla salita di Crosara (Gpm di 4a cat) mancano solo 3km.
ATTACCA DI LUCA, POI VISCONTI FA LA DIFFERENZA – Proni forza
in testa al gruppo, con Di Luca che fiuta l’occasione e si accoda al
compagno di squadra. Il Killer di Spoltore recupera Rubiano Chavez, che
nel frattempo era rimasto da solo al comando e forza l’andatura. Sembra
l’azione buona, ma Di Luca non ha fatto i conti con un indemoniato
Giovanni Visconti, di nuovo ‘corridore vero’ dopo il successo sul
Galibier. Il siciliano della Movistar esce con convinzione dal gruppo
maglia rosa e, con poche pedalate, si porta senza fatica sulla testa
della corsa. Di Luca cede, Rubiano Chavez resiste qualche centinaia di
metri e poi non può fare altro che rialzarsi. Il ritmo di Visconti è
incredibile: passata la vetta del Gpm, il tre volte campione italiano si
butta in discesa senza paura e affronta con coraggio e tenacia i 10 km
di pianura che lo separano dall’arrivo di Vicenza.
VINCERE: UNA QUESTIONE DI TESTA... - Il gruppo non riesce a
organizzarsi a dovere: all’interno di quel che resta del plotone
principale si susseguono scatti e contro-scatti che non fanno altro che
favorire l’azione di Visconti, il quale chilometro dopo chilometro
acquista sempre più sicurezza nei propri mezzi. Fino all’esplosione di
gioia finale sotto il traguardo di Vicenza. Un successo, il secondo di
questo Giro, che lo ripaga di un anno di sacrifici e di difficoltà.
Aveva paura, Giovanni, paura di non farcela, paura di non essere più il
corridore di una volta. E invece gli è ‘bastato’ sbloccarsi sul
Galibier, tornare a vincere come un ‘grande’ su una vetta mitica, per
capire che vincere, in fondo, è un po’ come andare in bicicletta. Quando
lo si sa fare, non lo si può dimenticare.
Ordine D'arrivo:
| 1 | Giovanni Visconti (ITA) | 5:15:34 | ||
| 2 | Ramunas Navardauskas (LTU) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 3 | Luka Mezgec (SLO) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 4 | Filippo Pozzato (ITA) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 5 | Danilo Hondo (GER) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 6 | Salvatore Puccio (ITA) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 7 | Sacha Modolo (ITA) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 8 | Fabio Felline (ITA) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 9 | Francisco Ventoso (ESP) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 10 | Cadel Evans (AUS) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 11 | Mauro Santambrogio (ITA) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 12 | Rafal Majka (POL) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 13 | Yury Trofimov (RUS) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 14 | Francis Mourey (FRA) | 5:15:53 | +19.000 | |
| 15 | Manuele Boaro (ITA) | 5:15:53 | +19.000 |

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