giovedì 28 novembre 2013

Ciclismo - Boonen: "Nel 2014 ripartirò col Tour San Luis"

Dopo un 2013 ricco più di infortuni e delusioni che di gioie e infortuni, il corridore belga è pronto a cercare il riscatto nella prossima stagione


Il 2013 ha riservato più delusioni che gioie tra infortuni e altri problemi fisici. Ma Tom Boonen è già proiettato verso l'anno nuovo. Il corridore belga della Omega Pharma-Quick Step rivela al quotidiano "Sporza" di aver cominciato gli allenamenti per la prossima stagione già "undici settimane fa. Ho iniziato in palestra, adesso sono passato alla bici ma è importante non essere in forma troppo presto". La caduta al Giro delle Fiandre che ne ha compromesso le ambizioni per le altre classiche di primavera e la fastidiosa cisti perineale che lo ha costretto a terminare in anticipo la stagione sono ricordi che Boonen vuole cancellare al piu' presto. "Il Tour de San Luis in Argentina è il modo perfetto per iniziare, anche per il clima. Dopo volerò in Oman e Qatar, per cui avrò un mese e mezzo di buon clima, un vantaggio rispetto a chi resterà in Europa".

Ciclismo, Bmc spavalda: Evans può vincere il Giro d’Italia

Nonostante un deludente 39esimo posto riportato all’ultimo Tour de France, due mesi dopo la terza piazza al Giro d’Italia, Cadel Evans continua a godere di grande credito all’interno del suo team. Per il responsabile della Bmc, Allan Peiper, il corridore australiano è da considerare ancora uno dei grandi favoriti per il Giro del 2014: “Anche se ha 36 anni credo che abbia grandi chances di vittoria. So io come ha corso all’ultimo Giro, quando pure era lontanissimo dalla condizione migliore, e come ha terminato la stagione. Ha ancora tantissime energie da spendere e sono convinto che possa primeggiare nel prossimo Giro. Non serve discutere sulla sua età, ha già dimostrato di aver superato questo aspetto negli ultimi anni, quando sarà il momento di iniziare la corsa sarà al 100%”.

Stefano Grandi

Ciclismo, Boonen: Voglio battere Cancellara alla Parigi-Roubaix

Il sogno è di tornare a correre il Tour de France ma l’obiettivo più concreto di Tom Boonen è primeggiare nella Parigi-Roubaix. Il ciclista belga, reduce da una stagione incolore, lo rivela a Dh.be: “Il mio obiettivo è quello di esser in forma per le classiche e in particolar modo nella Parigi-Roubaix dove vorrei competere con Fabian Cancellara, Peter Sagan e gli altri avversari". Boonen punta alla quinta vittoria nella classica francese per staccare de Vlaeminck, fermo a quota 4, ed ha già ripreso ad allenarsi duramente: "Sto lavorando già da undici settimane perché devo recuperare tutto il tempo perso. Sto facendo allenamenti soprattutto sulla potenza più che sulla forma visto che i miei obiettivi non sono a gennaio ma più avanti". La mia stagione inizierà con il Tour de San Luis per poi partecipare al Tour of Qatar e al Tour of Oman. Sei settimane al sole mi faranno bene e sarò pronto per le classiche del Belgio che non voglio perdere”. Nell’ultimo Tour de France non c’era, la speranza è di tornarci l’anno prossimo: “Quando ho saputo di non poter correre nel finale di stagione ho sofferto, per questo spero di poter tornare alla Grand Boucle”.
Stefano Grandi

mercoledì 13 novembre 2013

Ciclismo: La Vuelta potrebbe essere accorciata a 2 settimane

L’ipotesi di accorciare la Vuelta di Spagna da tre a due settimane alla luce delle novità proposte dal calendario Uci fa discutere ma lo stesso patron Javier Guillen non si è detto contrario. Una riduzione dei giorni di corsa potrebbe incentivare tutti i grandi campioni a parteciparvi: “Se questa modifica può assicurarci la presenza di Froome, Contador e Gonzalez – ha detto Guillen – sarà la benvenuta”. Al vaglio anche l’ipotesi di sostituire Madrid con Santiago di Compostela come tappa finale della corsa a tappe iberica: “Non posso confermare né smentire, Madrid è la capitale e ci dà prestigio chiudere la Vuelta lì. Potremmo cambiare solo con il loro placet e con un posto che abbia la stessa altitudine di Madrid e se c’è un motivo speciale di commemorazione”. Poi spazio ai rimpianti: “Abbiamo avuto la migliore generazione di ciclisti spagnoli e abbiamo vissuto anni di Paradiso, sarebbe bello che il ciclismo in Spagna trovasse un giovane come Marc Marquez, talentuoso e bravo”.

Stefano Grandi

martedì 12 novembre 2013

CICLISMO, ARMSTRONG: COLLABORERO' SE SANZIONI UGUALI PER TUTTI

Se in futuro verra' chiamato a testimoniare in una qualsiasi inchiesta sul doping, parlera' "con trasparenza e onesta' al 100%". Lance Armstrong, intervistato dalla Bbc, si dice pronto a collaborare a patto pero' di essere trattato come tutti gli altri corridori o ex corridori coinvolti in casi di doping, visto che "ad alcuni e' stato concesso un lasciapassare mentre altri hanno ricevuto una condanna a morte. Se a tutti danno la condanna a morte, allora me la prendo anch'io. Ma se tutti vengono squalificati sei mesi, allora questo deve valere pure per me". Guardandosi indietro, a tutto quello che e' successo dalla squalifica dell'Usada alla confessione ai microfoni di Oprah Winfrey, Armstrong riconosce che "e' stata davvero dura. Ho pagato un prezzo salato dal punto di vista della mia posizione nel ciclismo, della mia reputazione oltre che sotto l'aspetto finanziario visto che le querele hanno cominciato ad accumularsi".

Ciclismo in crisi: This occupation? Disoccupation! - Da Horner e Samuel Sánchez a Proni e Mucelli, tutti cercano squadra

Durante questo autunno ci siamo trovati più volte ad elencare tutte le squadre che chiuderanno a fine stagione ed abbiamo evidenziato come il numero di corridori senza un contratto per il 2014 abbia superato (e non di poco) quota 100: una situazione critica che mai in passato aveva raggiunto un livello tale. Storicamente il mese di novembre ha sempre rappresentato una sorta di scadenza limite per le speranze dei tanti ciclisti senza squadra: o si trovava una sistemazione entro questo mese oppure le uniche altre opzioni erano il ritiro o un anno sabbatico. Quest'anno, nonostante molti addii siano già stati annunciati, a fare impressione oltre alla quantità, è anche la qualità di molti nomi ancora a spasso.

domenica 10 novembre 2013

Ciclismo: il punto sul ciclomercato. Italiani protagonisti

Dopo alcune settimane calde, sembrano essersi rallentati i ritmi del ciclomercato 2013/2014. In ogni caso, tra le squadre World Tour e professional ci sono stati alcuni movimenti molto interessanti che hanno interessato anche i corridori italiani. 
Michele Scarponi è passato definitivamente all’Astana, andando a rinforzare ancora di più quella che sembra una vera e propria corazzata per le corse impegnative. L’Aquila di Filottrano dovrebbe avere via libera per giocarsi le sue carte al Giro d’Italia, per poi aiutare Nibali al Tour de France. Entrambi, però, dovrebbero correre le classiche di primavera, e in particolare la Liegi, adattissima sia a loro due che a Enrico Gasparotto.

sabato 9 novembre 2013

Cavendish: Il sistema antidoping funziona solo nel ciclismo

Le Tour de France 2013 - Previews
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Le dichiarazioni del britannico Mark Cavendish, uno degli sprinters più forti in circolazione, sono destinate a sollevare un polverone. Dalle anticipazioni sulla sua biografia “At Speed”, che uscirà nei prossimi mesi, si capisce come Cavendish abbia puntato il dito verso tutti gli altri sport dove, a suo dire, esiste una disparità di trattamento in materia di controlli antidoping: “una mia persistente frustrazione è dovuta a questa discrepanza – ha ammesso il velocista britannico- ad esempio trovo scandaloso che l’International Tennis Federation abbia cominciato a preoccuparsi del passaporto biologico solamente 5 anni dopo rispetto all’Uci”.

Ciclismo: riparte il team Yellowfluo. Atleti e obiettivi alla corte di Luca Scinto

Riparte una nuova stagione per il YellowFluo Team. Società Italiana, sia di gestione che operativa, licenza UCI Professional, ranking da prima della classe (tra le professional, Italiane) e un grande obiettivo già centrato: ripartire dalle fondamenta del progetto, dal suo colore guida e dai suoi sponsor storici.

IL CUORE #GIALLOFLUO - diventato il simbolo del team, insieme al colore che dal 2009 ad oggi é stato elevato a stile guida nei design del ciclismo. Sono questi gli elementi da cui il team ha scelto di ripartire. Un simbolo (il cuore) unito al colore (giallofluo, migrato nel naming a #yellowfluo per internazionalità e appeal) che guideranno la squadra 2014, campeggiando nelle maglie sia come naming che come posizionamento da "primo sponsor", già che al momento esistono importanti trattative aperte, ma ancora non concluse. 
 
 

venerdì 8 novembre 2013

CICLISMO, DOPING; ARMSTRONG: NON MI AVREBBERO MAI TROVATO POSITIVO

Lance Armstrong, nonostante la squalifica a vita per doping, non e' mai stato trovato positivo ad un test antidoping e il ciclista americano e' sicuro che non l'avrebbero mai trovato positivo perche' utilizzava un sistema 'conservativo'. "Non ero mai positivo, mai, perche' il piano era molto conservativo - dice nella seconda parte dell'intervista con cyclingnews.com -. Il piano era conservativo -ha ripetuto-, per niente rischioso e matematico". Armstrong ha ammesso di capire di non avere piu' credibilita' e si e' detto dispiaciuto che le sue bugie abbiano alimentato la speranza delle vittime del cancro, malattia che lui ha superato. "Ho dato loro speranze, ho fatto pensare che la storia era perfetta. Mi piacerebbe cambiare tutto questo, ma non posso". L'ex ciclista si e' detto anche dispiaciuto di essere stato tanto aggressivo con i giornalisti che sospettavano di lui. "E' stato un tremendo errore". Lo statunitense ha poi assicurato di aver iniziato a doparsi nel 1995, dopo che arrivo' nel 1993 e nel 1994 nel ciclismo, quello che ha denominato un "movimento tettonico", che ha elevato il livello del doping nello sport della bicicletta. "Sentivamo che non c'era altra possibilita'. Ovviamente c'era, saremmo potuti andare tutti a casa, ma sentivamo che per competere a quel livello non c'era un'altra opzione".

giovedì 7 novembre 2013

Ciclismo, Rasmussen shock: "Cacciato dal Tour, ho pensato al suididio"

Il danese rivela di aver anche ipotizzato di farla finita dopo la espulsione dalla Grande Boucle del 2007. "Eravamo tutti dopati". Ma Freire non ci sta minacciando querela, e lui fa retromarcia: "Non l'ho mai visto doparsi"
di EUGENIO CAPODACQUA


 ROMA - Ha pensato al suicidio il giorno che nell'ormai lontano Tour de France 2007 è stato cacciato via dalla corsa nonostante indossasse la maglia gialla per aver mentito sul luogo in cui era (Italia invece del Messico) ai controlli antidoping. Ma non ha esitato un attimo Michael Rasmussen a iniettarsi di tutto e di più negli oltre dieci anni in cui si è dopato come un cavallo. Epo, gh, ormoni, anabolizzanti e perfino l'emoglobina sintetica di uso veterinario della cui esistenza aveva saputo "annusando" l'ambiente dei colleghi. E non ha esitato un secondo neppure a gettare fango e ignominia addosso a tutti i compagni. "A quel Tour - ha scritto nel libro "Febbre gialla", uscito ieri in Danimarca - eravamo tutti dopati". Tutti, dunque, secondo il 32 enne danese compresi Freire, Flecha e Menchov che hanno negato ogni coinvolgimento. Ma Freire, tre volte campione del mondo, ha detto di volersi rivolgere alla giustizia ordinaria per avere ragione di questa che secondo lui è una vera e propria menzogna.

mercoledì 6 novembre 2013

Ciclismo: il team Ceramica Flaminia – Fondriest inizia a preparare la nuova stagione

CIVITA CASTELLANA – (c) Parte ufficialmente oggi la nuova stagione del team Ceramica Flaminia – Fondriest. La squadra e lo staff si ritrovano infatti nell’accogliente Hotel La Grotta di Verona per un primo, breve incontro tra corridori, tecnici e staff soprattutto per pianificare il lavoro che ciascun atleta dovrà compiere in inverno per essere pronto e disponibile già a gennaio:

“Per noi è importante iniziare subito bene – ha sottolineato il diesse Simone Borgheresi – ad ognuno sarà consegnato un programma dettagliato di lavoro invernale e con ognuno imposteremo il programma di massima della stagione 2014 che ci vedrà impegnati su più fronti. La squadra è molto giovane e proprio per questo è importante gestire bene ogni aspetto della preparazione”.

CICLISMO, DOPING; WEENING: RASMUSSEN DISPERATO PRONTO A TUTTO

Pieter Weening, tirato in ballo da Michael Rasmussen nella sua autobiografia al veleno dal titolo "Yellow Fever" (Febbre Gialla) per un presunto doping di squadra nella Rabobank del 2007, ha reagito con fermezza alle accuse dell'ex corridore danese. "Ha perso la causa in tribunale contro la Rabobank, e questo lo ha reso probabilmente molto frustrato - ha detto al 'De Telegraaf' il corridore Orica-Greenedge, costretto a riconfermare la sua dichiarazione anti-doping firmata al momento dell'ingresso nel team australiano -. Quando si e' disperati si fanno azioni disperate. E poi in tribunale aveva dichiarato altre cose". Rasmussen lo ha indirettamente coinvolto sottolineando come, al Tour de France 2007, tutta la Rabobank, squadra in cui l'olandese ha militato, facesse uso di doping. Salvo poi correggere il tiro e ammettere di non aver mai visto Juan Antonio Flecha e Oscar Freire, pronto ad adire le vie legali, assumere sostanze illecite. Rasmussen era stato risarcito dalla Rabobank di 665.000 euro dopo una sentenza che lo aveva considerato vittima di un'azione ingiusta della formazione oranje, che lo aveva mandato a casa dal Tour 2007, con indosso la maglia gialla, per aver mentito sulla sua reperibilita' (disse di essere in Messico per saltare un paio di controlli anti-doping, Cassani lo sbugiardo' in diretta tv svelando di averlo visto allenarsi in Trentino). Entrambi le parti fecero ricorso e stavolta lo scandinavo usci' 'sconfitto', con tanto di restituzione della somma precedentemente incassata.

Ciclismo: ad Alessandro Ballan il premio "Catena incatricchiata

Il goliardico riconoscimento sarà consegnato sabato sera ad Alassio

 Il  Premio  ”La  Catena  incatricchiata  –  Riccardo  Magrini”  ,  istituito  da  ASD  Circolo  Sportivo  Ortovero  e Riccardo Magrini (noto commentatore per Eurosport ed ex ciclista prof, vincitore di tappe al Giro d’Italia ed al Tour de France) premia,  da quest’anno la persona, il personaggio, l’atleta che, nel momento topico di qualcosa, incappa in un “infortunio” che ne limiti o precluda il risultato. L’ambito in cui verrà assegnato il Premio  è  prettamente  quello  sportivo  (e  nella  grande  maggioranza  dei  casi,  specificatamente  quello ciclistico) ma la giuria può indicare talvolta anche persone e professionisti di altri settori.

martedì 5 novembre 2013

Ciclismo: Rebellin avrebbe evaso 2,5 milioni per il fisco

Dovrà rispondere dell’accusa di aver evaso 2,5 milioni di euro il ciclista della CCC Polsta Davide Rebellin, accusato di omessa dichiarazione dei redditi. Secondo gli inquirenti il corridore veneto avrebbe accumulato questo debito nei confronti del fisco nel periodo dal 2002 al 2007dichiarando una residenza di comodo a Montecarlo. Dopo un lungo periodo di indagini, volte ad accertare gli spostamenti del corridore nel quadro più ampio di indagini della Guardia di Finanza contro le fittizie residenze all'estero, è dunque iniziato nei giorni scorsi (prossimi appelli ad aprile prossimo) il processo contro Rebellin, che, come riporta il Giornale di Vicenza, dal canto suo si processa innocente.

lunedì 4 novembre 2013

Giro d'Italia - Rasmussen: “Senza Cassani, avrei vinto il Tour de France”

Il corridore danese torna a parlare della sua esperienza con il doping. “Alla Rabobank lo facevamo tutti, magari non prendevamo tutti le stesse sostanze, ma eravamo tutti riforniti dallo stesso team”. Sulla sua squalifica, Rasmussen dice: “Se non avessi incontrato Cassani, avrei vinto il Tour, sicuro. Se lo avessi chiamato, mi avrebbe coperto..”




Pochi giorni dopo aver presentato la sua biografia, che ha spinto tra l’altro Ryder Hesjedal a confessare il doping assunto oltre dieci anni fa, Michael Rasmussen torna a far parlare di sé, fornendo nuovi terrificanti dettagli sul marcio che abitava nel ciclismo fino a poco tempo fa.
La Rabobank, nel 2007, era una formazione dopata. Completamente. “Al 100% - conferma l’ex corridore in un’intervista concessa all’emittente danese ‘DR’ -. Non tutti magari hanno usato gli stessi prodotti, ma ciascuno veniva rifornito dallo stesso team”. Di quella Rabobank, giusto per rinfrescare la memoria ai più, facevano parte Dennis Menchov, Michael Boogerd, Bram de Groot, Thomas Dekker, Juan Antonio Flecha, Oscar Freire, Grischa Niermann e Pieter Weening.

Ghisallo, addio museo: la storia del ciclismo va in cassa integrazione

Non ci sono più soldi e quindi scatta la chiusura per cinque mesi. Si mobilitano tutti: dai campioni a Colnago, da Sorbini a Squinzi

Dici Ghisallo e pensi a Coppi, Bartali, Merckx, ai Giri d'Italia e Lombardia. Dici Ghisallo e rivedi il Santuario della Madonna che nel 1949 Papa Pio XII proclamò patrona universale dei ciclisti, con la suggestiva fiaccolata votiva benedetta dal Pontefice portata da Roma al Santuario da una staffetta di ciclisti: gli ultimi furono Bartali e Coppi.Dici Ghisallo e lassù, dove osano le aquile, ripensi a quel Museo del ciclismo, fortissimamente voluto da Fiorenzo Magni, inaugurato il 14 ottobre 2006, edificio di tre piani indispensabile per contenere i ricordi e le testimonianze dei campioni delle due ruote che avevano riempiti all'inverosimile la chiesetta. Tra bici di Giro e Tour, borracce, oggetti ricordo, all'interno del Museo è esposta la più grande collezione di Maglie Rosa al mondo, grazie al progetto «Giro for Ghisallo», oltre 50 maglie originali dal 1930 a oggi si possono ammirare nella sala principale del Museo.

Ciclismo, Guercilena: “Da decidere il record dell’ora di Cancellara, Horner ha chiesto troppo”

Tutta la nuova avventura della Trek, il tentativo futuro di Cancellara di assalto al record dell'ora e la fine del rapporto con Chris Horner nell'intervista rilasciata dal team manger Luca Guercilena a Pier Augusto Stagi sull'ultimo numero di TuttoBICI.
Tanti gli argomenti toccati quindi. La nuova Trek riparte dalle ceneri della Ra­dioShack, un progetto nato "subito dopo le classiche di primavera. A giugno è stato messo tutto nero su bianco anche se la Trek non ha mai abbandonato il team" dice Guercilena che rivela, ma non c'erano dubbi, come quello di Cancellara sia stato "il primo contratto ad essere stato sottoscritto". Proprio su Spartacus si concentrano ovviamente le maggiori attenzioni del team manager quando parla di obiettivi: "Riconfermarci nelle classiche del nord: Roubaix e Fiandre su tutte. Ma con Fabian stiamo anche pensando di prolungare la primavera inserendo Am­stel e Liegi". Parli di Cancellara e pensi inevitabilmente al record dell'ora. Guarcilena resta cauto: "Ci stiamo pensando e riflettendo con grande attenzione. Stiamo facendo tut­te le valutazioni del caso. Dove? Potrem­mo anche scegliere il nuovo velodromo di Grenchen, in Svizzera. Quando? Potrebbe essere la primavera 2014 ma anche no perchè come primo anno vogliamo che tutto funzioni bene".
Per quanto riguarda il resto della squadra Guercilena spiega la non conferma di Honer dopo la vittoria della Vuelta: "Chris è andato via perchè ha chiesto troppo e noi volevamo ringiovanire la squadra". Infine Luca ha sottolineato di voler riportare ai vecchi fasti i fratelli Frank e Andy Schleck e di attendere una risposta da Jens Voigt sulla proposta di fare il direttore sportivo o di correre per un altro anno.

CICLISMO: COPPA DEL MONDO PISTA, COLEDAN E VIVIANI REGALANO ALL'ITALIA DUE MEDAGLIE

Due medaglie pesanti premiano la pista azzurra nella seconda giornata di Coppa del Mondo a Manchester. Elia Viviani si conferma al vertice mondiale della corsa a punti con il terzo posto conquistato dopo un avvio difficile. Il campione d’Europa della specialità ha tenuto alto il blasone agguantando in extremis un podio che sembrava problematico. Ma la palma questa volta spetta a Marco Coledan. La sua vittoria nell’inseguimento individuale va al di là del contenuto tecnico, per altro notevolissimo.
Da quattordici anni si aspettava un italiano competitivo al livello internazionale in questa specialità che in passato ha dato tante soddisfazioni all’Italia. Coledan aveva già dimostrato da junior di possedere tutte le carte in regola per emergere. Vincere a casa dei maestri attuali ha un valore doppio e incoraggia a insistere. Per chiudere la cronaca di questa importante giornata diamo rapidamente conto delle ultime finali ancora in sospeso. La velocità donne (senza azzurre in gara) è stata vinta dalla tedesca Kristina Vogel davanti a Lee Wai Sze, rappresentante di Hong Kong. Terzo posto alla britannica Rebecca Angharad James. Infine, l’omnium maschile premia il belga Jasper De Buyst con p. 18 al termine delle sei prove. Secondo l’olandese Tim Veldt con 20 punti, terzo il neozelandese Aaron Gate con 34 punti. L’azzurro Francesco Castegnaro ha chiuso lontano dalle prime posizioni. Si sono svolte anche le prime tre prove dell'omnium donne che si concluderà domani. In gara l'azzurra Cucinotta.(fonte federciclismo)

Ciclismo, Riis vende la Saxo. E ora Contador rischia il posto

Il discusso ex corridore danese cede la formazione al magnate russo Oleg Tinkov, che recentemente aveva duramente criticato lo spagnolo ("E' troppo ricco e non ha fame"). Per il pistolero madrileno potrebbe essere giunto il momento di cambiare squadra


Ancora un rimescolamento clamoroso nel ciclismo mondiale. Secondo la 'Gazzetta dello sport' online, Bjarne Riis, il discusso patron della Saxo Bank avrebbe venduto la società di gestione ad Oleg Tinkov, un magnate russo che si occupa di crediti bancari. Tinkov passa così da secondo nome della formazione Saxo Bank a primo assoluto. Ma c'è di più: per una cifra stimata attorno ai 7 milioni di euro diventa padrone della squadra, obbiettivo cui mirava da tempo e che lo aveva portato a tessere complicate trattative con la Cannondale di Ivan Basso & C. La notizia non è confermata ufficialmente: 'Stiamo trattando con alcune squadre, ma non abbiamo firmato nulla', spiega Stefano Feltrin avvocato che cura gli interessi di Tinkov in Italia sul sito Cyclingnews.

Ciclocross, Enrico Franzoi vince in Austria il GP Lambach-Stadl-Paura

Parallelamente al Superprestige di Zonhoven, ieri in Austria s'è disputata un'altra corsa internazionale di ciclocross, l'International Radquerfeldein GP Lambach/Stadl-Paura: ottime notizie per i colori italiani perché Enrico Franzoi ha dominato la corsa e conquistato una bella vittoria. Il corridore della Sella Italia Guerciotti è arrivato al traguardo con un vantaggio di 43" sul seconda classificato, l'elvetico Simon Zahner, e addirittura 1'56" sul ceco Ondrej Bambula, salito sul terzo gradino del podio. In gara c'era anche un altro italiano, Marco Ponta, che ha chiuso in quinta posizione a 2'51" da Franzoi.

CDM Pista, entusiasmante finale di Scratch, Andreas Müller resiste al ritorno di uno scatenato Viviani. Terzo Mould

Si è chiusa con lo Scratch maschile la prima tappa di Coppa del Mondo di Pista a Manchester, e bisogna dire che si è chiusa proprio bene, nel senso dello spettacolo: a vincere, con un attacco portato negli ultimi 15 giri, l'austriaco (ma tedesco di nascita) Andreas Müller, il quale ha preso un centinaio di metri di margine e ha poi resistito bene al tentativo di rimonta della coppia formata dal britannico Jonathan Mould e dallo spagnolo Albert Torres. Quando sembrava che nulla avrebbe messo in discussione la vittoria di Müller, c'è stata la bella reazione di Elia Viviani il quale, insieme al russo Ivan Kovalev, è emerso dal gruppo riportandosi prima sui due corridori intercalati, e quindi guidando un disperato inseguimento al battistrada. L'impresa è quasi riuscita, visto che, in pieno sprint, il veronese è pure riuscito ad agguantare Müller, senza però riuscire a sopravanzarlo. Primo quindi l'austriaco davanti all'azzurro (per Elia un argento che fa il paio col bronzo preso ieri nella Corsa a Punti), terzo Mould, quarto Torres, quinto Kovalev. Staccati tutti gli altri.

domenica 3 novembre 2013

Ciclismo: A 102 anni Marchand prova nuovo record dell’ora

Nella leggenda già ci è entrato, stabilendo il record del mondo per i centenari, un primato speciale creato su misura apposta per lui dall’Uci, ma ora Robert Marchand intende riprovarci. L’arzillo vecchietto francese a 102 anni vuole stabilire un nuovo record e ad inizio gennaio tornerà in pista. Nel febbraio del 2012 ha coperto 24,251 km in un’ora e adesso vuol puntare ai 25 km. Il professore Veronique Billat, che lo segue dal punto di vista medico, assicura: “Ha migliorato le sue pulsazioni massimali del 10%”. Intervistato dopo il precedente record, Marchand aveva svelato il suo segreto: “Non esagero mai. Non fumo, bevo poco; l'unica cosa che ho fatto tanto a lungo nella mia vita è stato lavorare: fino a 89 anni!". Fattorino, istruttore di ginnastica per i pompieri, autista per otto anni in Venezuela, taglialegna in Canada per tre. E poi ancora: pugile, ginnasta, sollevatore di pesi da giovane: "Sono stato fortunato a non avere problemi di salute. Dopo gli 80 anni abbandonare il gioco delle carte e muoversi sempre, questo il segreto".

Ciclismo e doping, binomio causato da business e profitti

Uno sport divenuto mitico grazie alle imprese eroiche dei suoi protagonisti ridotto alla deriva


Che ne sarà del ciclismo, preda di quella che ha tutta l'aria di essere una lunga, ma inesorabile agonia? Riuscirà mai a risollevarsi, a sconfiggere quella, che in maniera sempre più palese, pare proprio una epidemia incurabile?. Da Armstrong in avanti nulla è più certo. Solo sospetti, dubbi e confessioni di avere fatto uso di sostanze dopanti. Dai vincitori delle grandi corse a tappe a quelli che hanno trionfato nelle grandi classiche di un giorno, tutti inevitabilmente hanno suscitato e suscitano perplessità; saranno stati veramente i più forti o solamente i più furbi, i più subdoli? Nessun ordine di arrivo pare più affidabile, credibile.
Ma così si uccide uno sport tra i più belli e affascinanti, che tanti miti e leggende ha creato, che tante eroiche imprese ha mostrato.

CICLISMO: COPPA DEL MONDO PISTA, L'AZZURRO COLEDAN NELLA FINALE DELL' INSEGUIMENTO INDIVIDUALE

Roma, 02 nov - Un lampo azzurro illumina La seconda giornata della Coppa del Mondo su pista a Manchester. Marco Coledan, l’azzurro in forza alla Bardiani Valvole Csf Inox, nato a Motta di Livenza il 22 agosto 1988, ha ottenuto il miglior tempo nelle qualificazioni dell’inseguimento individuale e questa sera disputerà la finale oro-argento con il russo Alexander Serov. Coledan aveva già evidenziato da junior le sue grandi doti nella specialità vincendo il campionato europeo della categoria nel 2006. Ai recenti campionati italiani di Montichiari si è aggiudicato il titolo italiano superando Elia Viviani in 4’23”818, prestazione nettamente migliorata oggi a Manchester con il tempo di 4’20”753 a fronte del 4’22”289 ottenuto da Serov. La finale per il bronzo vedrà lo spagnolo Sebastian Mora Vedri (4’23”201) contro lo svizzero Tom Bohli (4’24”679). (fonte federciclismo)

Il Canada è furioso con Hesjedal. Nuovi test sui campioni di sangue del Giro 2012

La confessione shock rilasciata qualche giorno fa da Ryder Hesjedal, in merito all’assunzione di doping nel 2003, non è affatto passata inosservata in Canada, dove Hesjedal è senza dubbio uno degli atleti più importanti della nazione. La vittoria al Giro d’Italia 2012 ha avuto una grande eco nel suo Paese, e l’ammissione di aver fatto uso di sostanze dopanti anche, inevitabilmente. Inoltre, secondo quanto riporta Gazzetta.it, l’Uci e la Wada provvederanno, quasi sicuramente, a un nuovo controllo sui campioni di sangue relativi alla Corsa Rosa del 2012.

venerdì 1 novembre 2013

Giro d'Italia - Hesjedal: “Sì, mi sono dopato, nel 2003...”

Il vincitore del Giro d’Italia 2012 ammette di aver fatto uso di sostanze proibite più di dieci anni fa: “Ora però il nostro mondo è migliore, farò di tutto per aiutare lo sport che amo”


"Il ciclismo è da sempre la mia vita. Ho amato e vissuto questo sport, ma più di un decennio fa ho scelto la strada sbagliata".
Ryder Hesjedal, tirato in ballo dall'autobiografia di Michael Rasmussen, ha ammesso di aver fatto uso di doping nel 2003 allorché, giovane biker, fu introdotto all'uso di sostanza illecite dall'ex corridore danese.
"Anche se quegli errori sono accaduti dieci anni fa - spiega il canadese, vincitore nel 2012 del Giro d'Italia - e sono stati di breve durata, ciò non cambia il fatto che li ho commessi, e di ciò sono dispiaciuto e me ne scuso con tutti".
Hesjedal, che non sarà sanzionato dall'Uci in quanto il codice Wada prevede una prescrizione di otto anni, aveva già rivelato alla Garmin-Sharp, la squadra in cui milita, di quanto accaduto nel 2003. E la Slipstream Sport, in una nota, fa sapere di supportare la decisione del nordamericano di voler dire la verità sugli accadimenti svelati da Rasmussen.
"Ho visto il meglio e il peggio di questo sport e credo che ora non sia mai stato un posto migliore - conclude Hesjedal - Guardo i giovani corridori del nostro team e di tutto il gruppo e so che il rappresentano il futuro di questo sport. Sono contento che non abbiano dovuto fare le mie stesse scelte e farò tutto il possibile per continuare ad aiutare lo sport che amo".

martedì 30 luglio 2013

Il Gavia e il Mortirolo con Alberto Contador e gli istagramers

COMUNICATO STAMPA
#ADAMELLO PEDALA:
Il Gavia e il Mortirolo con Alberto Contador e gli Instagramers


Gli instagramers saranno testimoni di una grande impresa: una passeggiata collettiva di oltre 3000 ciclisti che sfideranno se stessi su due dei passi più noti e temuti da coloro che praticano questo sport: il passo Gavia e il passo del Mortirolo. Si tratta di un appuntamento, alla sua prima edizione, che ha l'obiettivo di avvicinare i ciclisti appassionati a queste due vette mettendo a disposizione per due giorni, il 3 e 4 agosto ben 4 percorsi chiudendoli al passaggio di veicoli motorizzati dalla prima mattina fino a metà pomeriggio.


Gli igers, insieme a due blogger, saranno ospiti di Adamello Ski e delle provincie di Sondrio e Brescia e avranno la possibilità di documentare l'impresa dei ciclisti. L'evento si chiama RhxDue Contador. Alberto Contador è il testimonial di questo evento e infatti sarà presente durante la due giorni. Contador è un nome noto ai ciclisti. Per chi non lo conosce, possiamo dire che è uno dei cinque corridori ad avere vinto la tripla corona, ossia tutti e tre i grandi Giri (Tour de France, Giro d'Italia e la Vuelta in Spagna).
Orazio Spoto in rappresentanza di @igers_lombardia e Andrea Lasagna di @igerscycling scopriranno le vette e il territorio ammirandone le bellezze naturali ma anche quelle culturali. Basterà seguire il loro viaggio con il tag #adamellopedala. Il tag sarà utilizzato non solo da loro ma da tutti coloro che parteciperanno alla salita e in maniera ancora più estesa da tutti coloro che vorranno documentare la propria scalata anche in senso figurato.
Partner tecnologico degli Instagramers sarà ancora una volta Epson Italia. Due multifunzione Epson Expression XP750 saranno posizionati sulle vette e regaleranno ai primi 1000 ciclisti una stampa della propria impresa. Epson Italia si occuperà poi di stampare le migliori foto con tag #adamellopedala. Queste foto saranno poi esposte e diventeranno una mostra permanente in quota per ricordare questo evento. C'è tempo fino al 15 agosto.

sabato 20 luglio 2013

Tour de France - Quintana mette la firma, Contador crolla in salita

Il colombiano classe 1990 della Movistar Nairo Quintana vince la ventesima tappa del Tour de France sull'ultimo traguardo in salita di Semnoz davanti a Joaquin Rodriguez e al dominatore della centesima Grande Boucle Christopher Froome. Per Quintana tappa, secondo posto, maglia bianca e classifica scalatori mentre Alberto Contador crolla a +2'28" perdendo il podio a vantaggio di Purito




Il Tour de France 2013 ha un grande vincitore, Christopher Froome, e un capitan futuro, l'astro nascente del ciclismo mondiale, Nairo Alexander Quintana Rojas, 23 anni, colombiano dal profilo remoto. Quintana vince la ventesima tappa del Giro di Francia sull'ultimo arrivo in salita, scala al secondo posto in classifica generale e fa collezione di maglie per la sfilata di domani sugli Champs-Élysées, bianca (Under-23) e a pois degli scalatori. Un bel bottino nel giorno dei verdetti a Semnoz: Joaquin Rodriguez, secondo a +18”, sale sul podio anche a Parigi dopo gli argenti Overall a Giro e Vuelta 2012, Froome (terzo a 29”) completa il suo capolavoro davanti a Valverde (+1'42”), Porte (+2'17”), Talansky (+2'27”) e Alberto Contador che crolla a 2'28” come il suo inseparabile luogotenente, Roman Kreuziger, sul traguardo con quasi 3 minuti di ritardo. E domani la grandeur, l'epilogo più bello del mondo fra gli splendori dei Campi Elisi con l'inedito effetto notte per la centesima Grande Boucle.
VENTESIMA TAPPA, ULTIME SALITE - Dopo l'inedita doppia scalata dell'Alpe d'Huez e la maratona de la Madeleine, ecco l'ultima frazione di montagna del Tour 2013: 125 chilometri intorno ad Annecy, Alta Savoia, con quattro Gran Premi della Montagna (tre di terza e uno di seconda categoria) nei primi cinquanta chilometri in saliscendi prima del Mont Revard (Gpm1 di 16 chilometri al 6%) e del Semnoz, un'ascesa di 11 chilometri con pendenze massime del 10% per l'ultimo traguardo in salita.

venerdì 19 luglio 2013

Tour de France - Rui Costa fa bis nella maratona alpina

Dopo il successo di Gap, il portoghese del Team Movistar vince anche la diciannovesima tappa del Tour de France con 5 Gpm fra cui gli Hors Catégorie di Col du Glandon e La Madeleine. Per Rui Costa altro traguardo in solitaria dopo 6 ore: duo Radioshack Kloden-Bakelants sul podio; De Marchi ottavo e tutti gli uomini di classifica a +8'40" senza attacchi alla maglia gialla




Rui Alberto Faria da Costa vince la diciannovesima tappa della centesima Grande Boucle, il tappone di montagna della Madeleine, allo scoccare della sesta ora di corsa e per il portoghese del Team Movistar è una prestigiosa doppietta dopo il successo nella sedicesima frazione. Due vittorie, stessa dinamica: a Gap Rui Costa aveva fatto il vuoto dai meno sedici con la progressione definitiva sulle pendenze massime del Col de Manse, oggi ha ripreso Rolland a -19 km. scollinando in solitaria il Col del Croix Fry per la passerella bagnata fino a Le Grand-Bornand. Classe 1986, scopriamo un campione che ha vinto gli ultimi due Giri di Svizzera e la sua prima tappa al Tour due anni fa sui Pirenei. E se la Movistar non l'avesse fermato nella frazione dei ventagli fatale a Valverde, forse, per la generale... Intanto i big si controllano senza attacchi, perché l'arrivo è piatto, perché gli Hors Catégorie di oltre 40 chilometri complessivi di scalata devono farsi prima dei meno cento e perché per il podio, con Contador, Quintana, Kreuziger e Joaquin Rodriguez (in ordine di classifica dal secondo al quinto posto) raccolti in 47 secondi, basteranno “pochi fuochi” domani sull'ultimo traguardo in salita.
MARATONA ALPINA CON LA MADELEINE - Dopo l'Alpe d'Huez e prima di Semnoz (l'ultimo arrivo in salita di domani) il tappone alpino dell'ultimo trittico di montagna, la frazione dei cinquemila metri di dislivello, 204 chilometri da Bourg d'Oisans a Le Grand-Bornand nella regione del Rodano-Alpi. La diciannoveima tappa presenta 5 Gran Premi della Montagna con subito due Hors Catégorie - il Col du Glandon (21,6 km. al 5%) e la mitica Madeleine di quasi 20 chilometri all'8% con pendenze massime del 13%. Negli ultimi sessanta invece il Col de Tamié (Gpm2) e due di Prima Categoria: il Col de l'Epine e il Col del Croix Fry a 13 chilometri dal traguardo a valle.

giovedì 18 luglio 2013

Tour de France - Riblon re dell'Alpe, Moser 3° e Froome penalizzato

Prima vittoria francese alla centesima Grande Boucle nella tappa regina della doppia scalata all'Alpe d'Huez con Christophe Riblon (AG2R LaMondiale) davanti a Tejay van Garderen e un grande Moreno Moser in testa al primo passaggio Hors Catégorie. Quintana e Rodriguez a +2'12, Froome (+3'18) in flessione dai -4km e penalizzato di 20" con Porte per un passaggio zuccheri mentre Contador crolla a 4'15



La Francia scaccia i fantasmi vincendo la tappa regina della centesima Grande Boucle con la storica doppia ascesa all’Alpe d’Huez: scettro a Christophe Riblon della AG2R La Mondiale, da Ax 3 Domaines (18 luglio 2010) alla Dutch Mountain tre anni dopo, dai Pirenei alle Alpi, dopo più di 150 chilometri di fuga per un podio di attaccanti davanti ai primi della classifica generale, Nairo Quintana e Joaquin Rodriguez, che sprintano al traguardo per il gap su Froome (+3'18") e Alberto Contador che alza bandiera bianca. Secondo Tejay van Garderen, ripreso da Riblon sotto l’arco dei meno due dopo un’Alpe bis in scalata solitaria; terzo Moreno Moser, atteso e finalmente grandissimo: il più intraprendente dei battistrada, primo sull’Hors Catégorie 1 e in picchiata dopo il Sarenne per la discesa in solitaria quando allo statunitense BMC salta la catena e il francese finisce sull’erba. Il nipote del grande Francesco si stacca sui primi metri dell’ultima salita ma non cede, stringe i denti e fa podio: oro colato per un classe 1990 al primo grande giro di una carriera da predestinato.
DOPPIA SCALATA DELL’ALPE D’HUEZ PER LA PRIMA VOLTA - Diciottesima frazione di 172 chilometri da Gap all'Alpe d'Huez da scalare due volte con la picchiata del Sarenne. É la tappa più dura e attesa della centesima Grande Boucle con 6 Gran Premi della Montagna: al km. 13 il Col de Manse (Gpm2 - 6,6 km. al 6.2%), la Rampe du Motty di terza categoria dopo 45 chilometri, il Col d'Ornon del km. 95 (Gpm2 - 5,20 km al 6.6%), e dai meno cinquanta due volte l'Alpe d'Huez (Hors Catégorie di 12,7 e 13,8 km. al 7.9% con 13% di pendenza massima) prima e dopo il Col de Sarenne (Gpm2) di 3 km. al 7.8%.
SAXO, FUGA E CORSA DURA: C'É MOSER - La diciottesima tappa è partita da Gap, il comune provenzale delle Alte Alpi (traguardo della sedicesima frazione) alle 12:30: una tappa da subito complicatissima per la maglia gialla costretta alla marcatura a uomo sui Saxo-Tinkoff all'attacco con Jesus Hernandez e Michael Rogers dai primi metri di ascesa al Col de Manse (sul Gpm2 transita Ryder Hesjedal davanti a Jeannesson della FDJ e Thomas Voeckler). Nei primi chilometri di fondovalle invece si fa la fuga: Sylvain Chavanel della Omega Pharma, Christophe Riblon (AG2R), Arnold Jeannesson (DDJ), Tejay van Gerderen (BMC), Andrey Amador (Movistar), Jens Voigt (Radioshack Leopard), Tom Danielson (Garmin), Lars Boom (Belkin) e soprattutto il nostro Moreno Moser sono i primi 9 attaccanti della tappa dell'Alpe con quasi 7 minuti di margine dopo la Rampe du Motty (2,4 km. all'8%) e 8’15” di vantaggio massimo ai meno ottanta nonostante i cinque Sky in testa al gruppo per regolare il gap del duo Saxo, Paulinho-Roche, in forcing per la corsa dura.


ALPE D’HUEZ 1: MOSER PRIMO DELL’HORS CATÉGORIE - Fondovalle, Col d’Ornon e discesa verso il Traguardo Volante di Bourg d'Oisans, km. 107, prima dell’Alpe d’Huez: Tejay van Garderen, maglia bianca del Tour 2012, è il primo ad attaccare la Dutch Mountain staccando gli otto compagni di fuga ma ai meno cinquanta rientrano Riblon e Moreno Moser che sarà il primo a scollinare sull’Hors Catégorie mentre si forma un gruppetto all’inseguimento grazie all’iniziativa di Voeckler (che però sarà il primo ripreso dal gruppo) con Rolland, il pois di Mikel Nieve, e Andy Schleck.
COL E DISCESA DEL SARENNE: MOSER IN SOLITARIA - Moser perde contatto sull’ultimo Gpm2 ed è raggiunto da un indefesso Jens Voigt, 42 anni a settembre, ma dopo pochi metri di picchiata (lunga 27 chilometri, tecnica e ripidissima) van Garderen deve fermarsi per il cambio bici con la catena irrimediabilmente saltata dall’undici mentre Riblon finirà lungo sull’erba aggrappato ai freni per la discesa di Moser in solitaria. A -32 km. ci prova Contador con l’inseparabile luogotenente Kreuziger ma Froome gli concede non più di 10” e quando saranno i Movistar, prima con il solito Amador (richiamato dalla fuga) in discesa e poi con Castroviejo a menare il gruppo, ai due Saxo non resterà che rialzarsi con le polveri ancora bagnate.
ALPE BIS: RIBLON IN RIPRESA, QUINTANA TERZO OVERALL - In fondo alla discesa del Sarenne (-15 km.) Moser aspetta Riblon e van Garderen per il terzetto ai piedi dell’Alpe iniziando l’ultima fatica con 6’15” di gap sul gruppo Schleck e 7’15” sulla maglia gialla: Moser si stacca e i contrattaccanti sono subito ripresi e anche Riblon sembra al gancio per la scalata solitaria dello statunitense dei meno undici mentre, come sui Pirenei, Richie Porte fa la selezione (perdono contatto fra gli altri Bauke Mollema, Schleck e Damiano Cunego). Due accelerazioni di Froome, alla seconda risponde soltanto Nairo Quintana: sembra il Mont Ventoux e invece arriva Rodriguez mentre Contador si arrende al gancio e le sue brame gialle finiscono a meno otto dall’Alpe d’Huez. Purito e Quintana attaccano Froome ed ecco, come d’incanto, The Return of Richie Porte per il suo capitano che ai meno quattro chiama ripetutamente l’ammiraglia per una crisi di fame: farà tutto il principe gregario per gli zuccheri e scortando la maglia gialla fin sopra il traguardo limitando il ritardo da Quintana e Rodriguez a poco più di un minuto e intanto i colpi di scena non sono finiti perché Riblon, che prima dei tornanti era precipitato a quasi un minuto da van Garderen, rimonta lo statunitense, rientra ai meno due e scatta per la nazione e la riconquista dell’Alpe. BMC a 59 secondi, Moser a 1’27” e per la classifica generale Quintana a 2’12”, Rodriguez a 2’15”, Froome a 3’18”, Contador a 4’15” e Roman Kreuziger a 4’31”: la classifica è cortissima (Contador secondo separato di soli 47 secondi da Purito quinto) ma soltanto per il podio perché la maglia gialla, nonostante le sanzioni, è ancora salda sulla schiena di Froome.
ALPE D’HUEZ 1: MOSER PRIMO DELL’HORS CATÉGORIE - Fondovalle, Col d’Ornon e discesa verso il Traguardo Volante di Bourg d'Oisans, km. 107, prima dell’Alpe d’Huez: Tejay van Garderen, maglia bianca del Tour 2012, è il primo ad attaccare la Dutch Mountain staccando gli otto compagni di fuga ma ai meno cinquanta rientrano Riblon e Moreno Moser che sarà il primo a scollinare sull’Hors Catégorie mentre si forma un gruppetto all’inseguimento grazie all’iniziativa di Voeckler (che però sarà il primo ripreso dal gruppo) con Rolland, il pois di Mikel Nieve, e Andy Schleck.
COL E DISCESA DEL SARENNE: MOSER IN SOLITARIA - Moser perde contatto sull’ultimo Gpm2 ed è raggiunto da un indefesso Jens Voigt, 42 anni a settembre, ma dopo pochi metri di picchiata (lunga 27 chilometri, tecnica e ripidissima) van Garderen deve fermarsi per il cambio bici con la catena irrimediabilmente saltata dall’undici mentre Riblon finirà lungo sull’erba aggrappato ai freni per la discesa di Moser in solitaria. A -32 km. ci prova Contador con l’inseparabile luogotenente Kreuziger ma Froome gli concede non più di 10” e quando saranno i Movistar, prima con il solito Amador (richiamato dalla fuga) in discesa e poi con Castroviejo a menare il gruppo, ai due Saxo non resterà che rialzarsi con le polveri ancora bagnate.
ALPE BIS: RIBLON IN RIPRESA, QUINTANA TERZO OVERALL - In fondo alla discesa del Sarenne (-15 km.) Moser aspetta Riblon e van Garderen per il terzetto ai piedi dell’Alpe iniziando l’ultima fatica con 6’15” di gap sul gruppo Schleck e 7’15” sulla maglia gialla: Moser si stacca e i contrattaccanti sono subito ripresi e anche Riblon sembra al gancio per la scalata solitaria dello statunitense dei meno undici mentre, come sui Pirenei, Richie Porte fa la selezione (perdono contatto fra gli altri Bauke Mollema, Schleck e Damiano Cunego). Due accelerazioni di Froome, alla seconda risponde soltanto Nairo Quintana: sembra il Mont Ventoux e invece arriva Rodriguez mentre Contador si arrende al gancio e le sue brame gialle finiscono a meno otto dall’Alpe d’Huez. Purito e Quintana attaccano Froome ed ecco, come d’incanto, The Return of Richie Porte per il suo capitano che ai meno quattro chiama ripetutamente l’ammiraglia per una crisi di fame: farà tutto il principe gregario per gli zuccheri e scortando la maglia gialla fin sopra il traguardo limitando il ritardo da Quintana e Rodriguez a poco più di un minuto e intanto i colpi di scena non sono finiti perché Riblon, che prima dei tornanti era precipitato a quasi un minuto da van Garderen, rimonta lo statunitense, rientra ai meno due e scatta per la nazione e la riconquista dell’Alpe. BMC a 59 secondi, Moser a 1’27” e per la classifica generale Quintana a 2’12”, Rodriguez a 2’15”, Froome a 3’18”, Contador a 4’15” e Roman Kreuziger a 4’31”: la classifica è cortissima (Contador secondo separato di soli 47 secondi da Purito quinto) ma soltanto per il podio perché la maglia gialla, nonostante le sanzioni, è ancora salda sulla schiena di Froome.
ZUCHHERI PROIBITI: FROOME E PORTE PENALIZZATI DI 20” - Froome e Richie Porte sono stati sanzionati di 20 secondi all’arrivo perché dai meno venti chilometri sono proibiti i rifornimenti dalle ammiraglie e le chiamate della maglia gialla a braccio alzato (-4km.) per la crisi di fame sono state un’ingenuità: luogotenente squalificato per la raccolta degli zuccheri dall’auto Sky, Froome per l'assunzione dopo il passaggio vietato dell'ultimo uomo. Punizione più antipatica che esemplare, e domani altri 6 Gpm di cui due Hors Catégorie: cartoline dall'inferno.

Ordine D'arrivo tappa:

1Christophe Riblon  (FRA) AG2R  4:51:32   
2Tejay van Garderen  (USA) BMC Racing  4:52:31  +59.000 
3Moreno Moser  (ITA) Cannondale  4:52:59  +01:27.000 
4Nairo Quintana  (COL) Movistar  4:53:44  +02:12.000 
5Joaquim Rodríguez  (ESP) Katyusha  4:53:47  +02:15.000 
6Richie Porte  (AUS) Team Sky  4:54:50  +03:18.000 
7Chris Froome  (ENG) Team Sky  4:54:50  +03:18.000 
8Alejandro Valverde  (ESP) Movistar  4:54:54  +03:22.000 
9Mikel Nieve  (ESP) Euskaltel  4:55:47  +04:15.000 
10Jakob Fuglsang  (DEN) Astana  4:55:47  +04:15.000 
11Alberto Contador  (ESP) Saxo - Tinkoff  4:55:47  +04:15.000 
12Roman Kreuziger  (CZE) Saxo - Tinkoff  4:56:03  +04:31.000 
13Michael Rogers  (AUS) Saxo - Tinkoff  4:56:17  +04:45.000 
14Andrew Talansky  (USA) Garmin  4:56:21  +04:49.000 
15José Serpa  (COL) Lampre  4:56:50  +05:18.000 

mercoledì 17 luglio 2013

Tour de France - Froome è imbattibile: primo anche a cronometro

Act of Supremacy: la maglia gialla vince la terza e ultima crono della centesima Grande Boucle valida per la diciassettesima tappa: 32 chilometri in 51'33", 9 secondi meglio di Alberto Contador che batte Joaquin Rodriguez per 72 centesimi. Crolla Bauke Mollema (+2'09") per due Saxo-Tinkoff dietro a Froome in classifica generale: secondo Contador (+4'34") e terzo Roman Kreuziger, oggi a +23"




Christopher Froome è il dominatore del Tour de France 2013 e Alberto Contador l’ultimo degli eterodossi: El Campeón ha firmato oggi la miglior prova contro il tempo della sua carriera ma ancora non basta e dopo i primi fuochi di Gap domani dovrà superarsi sull’Alpe d’Huez per scalfire le certezze di una solidissima maglia gialla. Perché Froome vince anche la (terza e ultima) crono di Embrun-Chorges per il tris più prestigioso della centesima Grande Boucle: una tappa pirenaica ad Ax 3 Domaines, il mitico Mont Ventoux e oggi l’ultimo sigillo del keniota britannico su un Tour fin qui incontrastato.
DICIASSETTESIMA TAPPA, CRONO CON CAMBIO BICI - Terza e ultima prova a cronometro, seconda individuale, della centesima Grande Boucle per la diciassettesima tappa: 32 chilometri da Embrun a Chorges con due Gran Premi della Montagna di seconda categoria: Côte de Puy-Sanières del chilometro 7 (6.4 km. al 6%) e Côte de Réallon del km. 20 (6.9 km. al 6.3%) e una discesa molto tecnica verso Picoune Savines-le-Lac dove, al chilometro 13, è situato il secondo dei tre intertempi. Una crono diversissima da quelle piane di Nizza e Mont Saint-Michel per i due Gpm, i saliscendi, una picchiata durissima e il cambio bici per molti scollinando sulla Côte de Réallon per gli ultimi 12 chilometri con ruote a razze (e/o lenticolari) e appendici al manubrio. Non bastasse, la pioggia di Provenza.

martedì 16 luglio 2013

Tour de France - Rui Costa vince e Contador prepara l'Alpe

Fuga al traguardo di Gap: il portoghese Rui Alberto Faria da Costa vince in solitaria la sedicesima tappa del Tour de France per il primo successo della Movistar alla centesima Grande Boucle. Froome nella morsa dei Saxo-Tinkoff con gli attacchi ripetuti di Contador e Kreuziger per minare le certezze della maglia gialla: in salita e in discesa, è il preambolo dell'Alpe d'Huez




Gap incorona Rui Alberto Faria da Costa, lo scalatore più forte fra i ventisei fuggitivi al traguardo della sedicesima tappa, e accende Alberto Contador: il Campeón attacca Froome in salita e in discesa perché Manse è il prodromo dell’Alpe d’Huez che giovedì si scalerà due volte e le certezze della maglia gialla vanno minate già alla vigilia dell’ultima crono di Embrun. E Contador cade perfino scendendo verso Gap con Froome costretto ad allargare la traiettoria di sinistra finendo sull’erba e a rientrare in tutta fretta (su Quintana Rodriguez, Mollema e Valverde) scortato da Richie Porte mentre sarà il solito Kreuziger ad attendere il capitano della Saxo-Tinkoff. E il gesto dello spagnolo vincitore 2007 e 2009 a Quintana poco prima del traguardo, un sarcastico “bravo” a pollice alzato, è poi chiarissimo: Contador, da qui ai Campi Elisi, attaccherà sempre.
SEDICESIMA TAPPA, MEDIA MONTAGNA, 26 ATTACCANTI - Frazione provenzale di 168 chilometri da Vaison-la-Romaine a Gap con tre Gran Premi della Montagna - Côte de la Montagne de Bluye (Terza Categoria, km.18), Col de Macuègne (2) e Col de Manse (2) - l'ultimo a 11 chilometri dall'arrivo dopo 80 km. di falsopiano. È la tappa che fa gola ai cacciatori di traguardi e infatti dal chilometro zero allungano in venti con Degenkolb, De Gendt, Sagan e due italiani, Mori e Bennati, fra i primi attaccanti. Il gruppo si ricongiunge al km. 33, poi la fuga dei ventisei: Adam Hansen (Lotto Belisol), Laurent Didier, Tony Gallopin e Andreas Kloden della Radioshack Leopard, Cyril Gautier e Thomas Voeckler del Team Europcar, Blel Kadri e Christophe Riblon della AG2R La Mondiale, Nicolas Roche (Saxo-Tinkoff), Yury Trofimov (Katusha), Mikel Astarloza (Euskaltel Euskadi), Alberto Rui Costa (Movistar), Jerome Coppel e Daniel Navarro della Cofidis (lo spagnolo, ventesimo a 23’36”, è il più vicino a Froome in classifica generale), Peter Velits (Omega-Pharma), Ramunas Navardauskas (Garmin), Cameron Meyer e Michael Albasini della Orica GreenEdge, Tom Dumoulin (Argos Shimano), Thomas De Gendt e Johnny Hoogerland della Vacansoleil, Jean-Marc Marino (Sojasun), Arnold Jeannesson (FDJ) e due italiani Maunele Mori (Lampre Merida) e Manuel Quinziato della BMC per il campione del mondo Philippe Gilbert.

Vuelta a España - Petacchi ci ripensa, sarà l'uomo di Cavendish

Lo spezzino rientra in gruppo e firma per un anno con la Omega Pharma per il treno di "Cannonball".




Buona notizia per Mark Cavendish che avrà un uomo in più per il suo treno visto l’ingaggio da parte della Omega Pharma-Quickstep di Alessandro Petacchi, che ci ripensa e ricomincia a correre. L’ex corridore della Lampre sarà ufficialmente a disposizione di Patrick Lefevere a partire da Agosto e sarà uno degli ultimi uomini di “Manx Missil” già a partire dalla prossima Vuelta.
“Sono contento della proposta della Omega, finalmente qualcuno ha capito cosa posso dare ancora ancora al ciclismo. Non posso più avere la pressione del velocista - dice “Ale-Jet” - ma posso essere un valido aiuto per qualcun altro”. Nuova vita dunque per il corridore classe ’74 che emula quanto fatto dall’ex sprinter tedesco Erik Zabel che fu proprio uno degli uomini di fiducia di Petacchi ai tempi della Milram.
Il team belga comunica anche l’arrivo del colombiano Rigoberto Urán Urán, secondo all’ultimo Giro d’Italia, in partenza dal Team Sky che lascia andare il classe ’87 avendo già atleti come Wiggins e Froome per le corse a tappe.

domenica 14 luglio 2013

Tour de France - Froome imprendibile: il Mont Ventoux è suo

Il corridore del Team Sky ipoteca in maniera definitiva la vittoria alla Grande Boucle giungendo primo davanti a Quintana. Contador arriva al traguardo a 1'40'' di ritardo e rimane così al terzo posto della generale a 4'25'' dalla maglia gialla.




Non c’è nulla da fare anche sul Mont Ventoux: Christopher Froome risulta essere imbattile con una progressione senza pari che lascia a bocca aperta Contador prima e Quintana dopo conquistando la vittoria di tappa con la maglia gialla che sulla montagna della Provenza mancava dal 1987 quando fu Jean-François Bernard a transitare primo sul Ventoux con la maglia del leader della classifica generale. Contador risulta ora staccatissimo visto che il suo ritardo dal primo posto della classifica è di 4’25’’ con il solo obiettivo adesso di racimolare la piazza d’onore per ora occupata da Mollema del Team Belkin.
LA FUGA PARTE DAL MATTINO - È la tappa del Mont Ventoux una delle frazioni più leggendarie del Tour de France, che potrà essere decisiva per questa Grande Boucle potendo riaprire o effettivamente chiudere la corsa ad una settimana dall’arrivo di Parigi. La giornata viene caratterizzata da una fuga sin dalla partenza con alcuni corridori che provano il numero alla ricerca di arrivare con un buon margine ai piedi della montagna della Provenza, a questa fuga si inseriscono inoltre Pierre Rolland (Europcar) alla ricerca di racimolare qualche punto per la maglia a pois e Peter Sagan (Cannondale) che cerca invece di arrivare primo allo sprint intermedio posto al km 208 per incrementare il proprio vantaggio nella classifica a punti sul rivale Cavendish.
NUMERO DI SAGAN - Rolland riesce a giungere primo sul Côte d'Eyzin-Pinet (GPM 4° categoria) conquistando il solo punto a disposizione mentre sul Côte de Lens-Lestang è Julien El Fares a transitare primo superando lo stesso Rolland. Il corridore della Europcar comincia a perdere ritmo e rientra nel gruppo maglia gialla mentre davanti rimangono in 9, oltre a Sagan troviamo infatti Maxime Monfort (RadioShack), Pierrick Fédrigo e Jérémy Roy (FDJ), Christophe Riblon (AG2R), Alberto Losada (Katusha), Sylvain Chavanel (Omega), Daryl Impey (Orica), Wout Poels (Vacansoleil). Ovviamente il corridore slovacco riesce a prendere l’intera posta in palio del traguardo volante all’altezza del Malaucène con 20 punti conquistati dal corridore della Cannondale che vince lo “sprint” davanti a Chavanel compagno di squadra di Cavendish. Il gruppo arriverà poi a 3’20’’ di ritardo con Greipel che supera “Cannonball”.