
Le dichiarazioni del
britannico Mark Cavendish, uno degli sprinters più forti in
circolazione, sono destinate a sollevare un polverone. Dalle
anticipazioni sulla sua biografia “At Speed”, che uscirà nei prossimi
mesi, si capisce come Cavendish abbia puntato il dito verso tutti gli
altri sport dove, a suo dire, esiste una disparità di trattamento in
materia di controlli antidoping: “una mia persistente frustrazione è
dovuta a questa discrepanza – ha ammesso il velocista britannico- ad
esempio trovo scandaloso che l’International Tennis Federation abbia
cominciato a preoccuparsi del passaporto biologico solamente 5 anni dopo
rispetto all’Uci”.
Questa particolare procedura consente di monitorare nel tempo tutti i controlli del sangue e delle urine effettuati su un singolo atleta, ed è anche per questo che Cavendish ritiene il ciclismo come uno sport all’avanguardia nella lotta antidoping. ”Se poi pensiamo che nel 2011 i controlli effettuati al di fuori delle competizioni tennistiche siano stati appena 21 contro il 4.613 del ciclismo possiamo capire come ci sia qualcosa che non quadra”.
Cavendish ha voluto dire la sua anche su
quanto dichiarato dal suo connazionale Tim Henman, che alla domanda
“Come fanno i tennisti a recuperare velocemente da match di cinque set”
ha risposto semplicemente che si aiutano con le flebo. Il ciclista ha
fatto notare come quelle flebo siano assolutamente consentite nel tennis
mentre siano giustamente vietate nel ciclismo. Così come pensano molti
appassionati del pedale, non è giusto insomma che gli attuali ciclisti
debbano pagare per gli errori del passato ed essere additati sempre come
degli imbroglioni quando in altri sport, gli atleti ne escano puliti
solo perchè i controlli sono scarsi o inesistenti.
Questa particolare procedura consente di monitorare nel tempo tutti i controlli del sangue e delle urine effettuati su un singolo atleta, ed è anche per questo che Cavendish ritiene il ciclismo come uno sport all’avanguardia nella lotta antidoping. ”Se poi pensiamo che nel 2011 i controlli effettuati al di fuori delle competizioni tennistiche siano stati appena 21 contro il 4.613 del ciclismo possiamo capire come ci sia qualcosa che non quadra”.
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