Durante questo autunno ci siamo trovati più volte ad elencare tutte
le squadre che chiuderanno a fine stagione ed abbiamo evidenziato come
il numero di corridori senza un contratto per il 2014 abbia superato (e
non di poco) quota 100: una situazione critica che mai in passato aveva
raggiunto un livello tale. Storicamente il mese di novembre ha sempre
rappresentato una sorta di scadenza limite per le speranze dei tanti
ciclisti senza squadra: o si trovava una sistemazione entro questo mese
oppure le uniche altre opzioni erano il ritiro o un anno sabbatico.
Quest'anno, nonostante molti addii siano già stati annunciati, a fare
impressione oltre alla quantità, è anche la qualità di molti nomi ancora
a spasso.
Attualmente molte squadre di primo livello hanno già completato le
loro rose ingaggiando il numero massimo di 30 corridori ma qua e là ci
sono ancora dei buchi: arrivati a questo punto, le trattative si
allungano e diventano soprattutto una questione di nervi; le squadre
hanno il grosso vantaggio di poter giocare al ribasso ma alcune per
rinforzarsi devono anche andare a bussare alla porta dei loro sponsor o
cercarne di nuovi (non semplice), i corridori invece si trovano
costretti a ridimensionare, e di tanto, le loro pretese economiche ed i
loro obiettivi.
Tra i corridori liberi ce ne sono davvero per tutti i gusti: ci sono
scalatori e velocisti, uomini da classiche e da grandi giri come anche
gregari adatti a tutti i terreni. I casi più clamorosi, però, sono
sostanzialmente quattro: Chris Horner, Samuel Sánchez, Igor Antón e Luis
León Sánchez, uomini forti e che nell'ultimo anno hanno dimostrato di
poter ancora ottenere ottimi risultati.
Appena due mesi fa Horner ha riscritto tutti i record di longevità
vincendo, a quasi 42 anni, la Vuelta a España e più va avanti con l'età
più il suo rendimento sembra migliorare. Questa clamorosa vittoria,
però, è anche il motivo principale per cui l'americano classe '71 non ha
ancora una squadra per il 2014: proprio la Vuelta ha rovesciato su
Horner una valanga di voci e sospetti che non si sono placati con la
pubblicazione dei dati del passaporto biologico. L'immagine personale
del corridore ne ha risentito parecchio ma subito dopo il successo il
suo valore di mercato è aumentato notevolmente: s'è parlato di richieste
superiori al milione, poi di 850 mila euro, cifre esorbitanti per un
corridore che, oltre ai sospetti, si porta dietro 42 primavere.
Samuel Sánchez e Igor Antón invece sono stati lasciati a piedi dopo
la chiusura dell'Euskaltel nonostante entrambi avessero dei contratti
validi ancora fino al 2015 e 2014 rispettivamente. Il campione olimpico
di Pechino a febbraio compirà 36 anni e nel suo rendimento s'è
cominciato a vedere un certo calo: nonostante ciò nel 2013 ha fatto 8°
alla Vuelta, 12° al Giro, 9° al Delfinato (con una tappa vinta), 8° a
Burgos, 15° al Pais Vasco e 18° alla Tirreno, una regolarità che in
molti si sognano anche nei loro anni migliori. Antón invece di anni ne
farà 31 a marzo e paga una certa discontinuità di rendimento tra le
varie stagioni ma in salita potrebbe comunque fare comodo a molte
squadre e non sarebbe così costoso. La Wanty-Groupe Gobert potrebbe
decidere di offrire un contratto a uno dei due per le Ardenne e per
colmare un bel vuoto nei percorsi difficili.
Il caso di Luis León Sánchez invece è ancora più particolare perché
il murciano di Mula ha vissuto un anno molto tormentato con la Belkin:
la squadra olandese l'aveva sospeso a inizio stagione per voci di suoi
possibili collegamenti sia all'Operación Puerto che a Michele Ferrari ma
a maggio era subito stata costretta a reintegrarlo. Sánchez, che
compirà 30 anni tra pochi giorni, è riuscito a vincere due corse e aveva
un contratto per altri due anni: la Belkin però lo riteneva un
corridore scomodo e pur di liberarsene ha rescisso il contratto pagando
una bella penale. Di squadre interessate a LLS non ne mancavano ma qui
sono sorti due problemi: nonostante la ricca buonuscita ricevuta,
Sánchez non ha abbassato molto le proprie richieste e poi ci si è messo
il Movimento Per un Ciclismo Credibile che avrebbe sconsigliato il suo
ingaggio alle squadre interessate nonostante il corridore non sia mai
stato squalificato e fuori da ogni suo regolamento. Movistar, Lampre e
Caja Rural ci hanno messo poco a tirarsi indietro.
Volendo giocare, con tutti questi ciclisti liberi ci si potrebbe
costruire una squadra di ottimo livello: nonostante i termini per creare
una World Tour o una Professional siano ormai scaduti c'è chi ha
pensato sul serio ad una cosa simile. In Olanda il sindacato dei
corridori, sulla spinta di Bobbie Traksel (a piedi dopo la chiusura
della Champion System), sta pensando di allestire una Continental per
dare la possibilità ad una dozzina di ciclisti olandesi e belgi di
continuare a correre e per dare un ingaggio anche ad alcuni dei membri
degli staff delle squadre che hanno chiuso la loro attività: in pole
position tutti gli ex Vacansoleil e Crelan, con Kenny Van Hummel come
nome più rappresentativo.
Ma nella lista dei senza contratto troviamo tanta altra gente. Se
serve un uomo veloce e resistente si può scegliere tra Grega Bole e
Allan Davis, se invece il vuoto è in salita allora una chance si
potrebbe dare a Kevin Seeldraeyers o Francis De Greef; una bella sfida
potrebbe essere quella dell'ennesimo rilancio di Juan José Cobo, reduce
da due anni orribili alla Movistar ma pur sempre con una Vuelta nel suo
palmarès. Sul fronte gregari c'è quasi l'imbarazzo della scelta: Rollin,
Vaitkus o Cooke per lanciare un velocista, Egoi Martínez, Verdugo o
Karpets per percorsi più duri. Attenzione però perché tra i liberi ci
sono anche dei giovani di buona prospettiva e che ancora possono e
devono maturare tanto: alcuni esempi possono essere il neozelandese
George Bennett, i baschi Jon Aberasturi e Carlos Barbero o ancora (ma
con qualche anno in più) il russo Ivan Rovny, rilanciatosi quest'anno
alla Flaminia.
Proprio la Ceramica Flaminia ci porta a vedere la situazione italiana
perché la Continental di Roberto Marrone e Riccardo Forconi ha cambiato
molto per il 2014: tra i non confermati c'è anche Davide Mucelli,
classe 1986, che quest'anno ha stupito tutti vincendo il Giro
dell'Appennino, una corsa che anche in tono minore difficilmente mente
sulle qualità di un ciclista. Stagione con vittoria (in Francia) anche
per Alessandro Malaguti che non è tra i riconfermati dell'Androni così
come Ermeti, Chiarini e Reda. Dalla Bardiani sono in uscita Di Corrado e
Pasqualon mentre è incerto il futuro per alcuni corridori di Luca
Scinto come Alessandro Proni, Francesco Failli e Fabio Taborre; e poi
c'è pure Danilo Napolitano che farà 33 anni a gennaio ma che in volata
può ancora garantire piazzamenti e magari anche qualche vittoria,
sebbene non nelle corse di primissima fascia.
I nomi citati, purtroppo, sono solo una piccola parte di tutti i
corridori che non hanno ancora trovato squadra per il 2014 e coloro che
riusciranno a salvarsi o che si ricicleranno in quella piccola squadra
esotica (magari in Asia) sono in netta minoranza. Al Tour Down Under
mancano ancora 102 giorni: per tutti le speranze non sono ancora
azzerate.
Sebastiano Cipriani

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