Scritto da Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)
Il velocista più forte del mondo (e forse di sempre) è lui, Mark Cavendish.
Lo sprinter britannico fa cifra tonda a Treviso, nella tappa più corta
di questo Giro d’Italia, appena 134 km ridotti poi in partenza a 129 per
motivi di sicurezza, con una volata che mette insieme testa, tecnica e
potenza: il successo è solare, netto. Agli avversari, Bouhanni secondo e
Mezgec terzo, solo le briciole.
La tappa vive sull’iniziativa di cinque attaccanti (Felline,
Belkov, De Backer, Marcato e Lammertinks), che partono al km 0 (Marcato
si aggiungerà poco dopo) e restano all’attacco fino a poche centinaia di
metri dal traguardo. I battistrada, che avranno un vantaggio
massimo di poco superiore ai 3’30’’, accarezzano a lungo il sogno di
giocarsi il successo di tappa a Treviso, anche perché sul tracciato
piove tantissimo e per il gruppo lanciarsi all’inseguimento non è
semplice. Davanti non ci sono uomini di classifica: l’Astana si defila e
lascia che a guidare il gruppo siano le squadre dei velocisti. Omega
Pharma Quick Step, Argos Shimano e Cannondale si mettono davanti a
‘menare’, ma il vantaggio non scende come sperato.
Serve un episodio per far sì che qualcun altro dia una mano là davanti. L’episodio è il ‘crollo definitivo di Wiggins’,
che al termine dell’ultima salita si ritrova in coda al gruppo maglia
rosa e in pianura perde le ruote dei migliori. La sua squadra, che
inizialmente lo abbandona un po’ a se stesso, capita la situazione si
stringe accanto al suo ex capitano (sì, perché nel frattempo il nuovo
leader del Team Sky è diventato Uran, che resta davanti) e lo scorta
fino all’arrivo. Dove Wiggins, che non sta bene e si vede, transiterà
insieme ai suoi compagni a 3’35’’ dal vincitore di giornata.
Con Wiggins in ritardo e in difficoltà, in testa al gruppo si porta la Bmc di Cadel Evans,
che non commette l’errore di Nibali di qualche giorno fa e aumenta il
ritmo per far uscire definitivamente di classifica il britannico. Il
risultato delle trenate di Phinney è la progressiva diminuzione del
vantaggio dei battistrada, che – all’inizio dell’ultimo passaggio sul
circuito cittadino – hanno ancora 30’’ sul gruppo ora trainato dai
compagni di squadra di Cavendish. Il treno dell’Omega Pharma Quick Step è
perfetto: Trentin e Steegmans fanno un lavoro incredibile nei
chilometri finale. Per Cavendish, che parte ai 200 metri dall’arrivo, è
quasi più facile del solito andare a prendersi anche il traguardo di
Treviso, il terzo di questo Giro d’Italia dopo l’esordio di Napoli e la
volata di Margherita di Savoia. Per il fulmine britannico si tratta
della vittoria numero 100 in salita.
IL GIRO RICORDA LA TRAGEDIA DEL VAJONT - La cronaca della corsa
racconta di una tappa affrontata in condizioni meteo davvero al limite:
la pioggia che scendeva copiosa ha reso quasi impossibile la visibilità
e, soprattutto nella prima parte del tracciato, i corridori hanno dovuto
combattere anche contro il vento. Era la tappa dedicata a Longarone,
sede di partenza della frazione odierna: 50 anni fa il paesino veneto fu
spazzato via da un’onda di 100 metri che superò la diga del Vajont e
portò morte e distruzione. Alle 22.39 di quel maledetto 9 ottobre del
1963 morirono quasi 2000 persone. La pioggia di oggi somigliava tanto a
un pianto. Commosso. Commemorativo.
Ordine D'arrivo:
| 1 | Mark Cavendish (IMN) | Omega Pharma - Quick-Step | 3:01:47 | |
| 2 | Nacer Bouhanni (FRA) | FDJ | +0 | |
| 3 | Luka Mezgec (SLO) | Argos | +0 | |
| 4 | Giacomo Nizzolo (ITA) | RadioShack | +0 | |
| 5 | Brett Lancaster (AUS) | Orica | +0 | |
| 6 | Manuel Belletti (ITA) | AG2R | +0 | |
| 7 | Roberto Ferrari (ITA) | Lampre | +0 | |
| 8 | Sacha Modolo (ITA) | Bardiani Valvole | +0 | |
| 9 | Ioannis Tamouridis (GRE) | Euskaltel | +0 | |
| 10 | Francisco Ventoso (ESP) | Movistar | +0 |
Nessun commento:
Posta un commento