domenica 27 luglio 2014

Tour de France - Nibali nella leggenda sedici anni dopo Pantani

Vincenzo Nibali vince la centunesima edizione del Tour de France, settimo italiano nella storia della Grande Boucle, sesto ciclista re dalla Tripla Corona dopo Merckx, Hinault, Anquetil, Contador e Felice Gimondi. E prima del podio sotto l'Arc de triomphe, la volata degli Champs-Élysées è ancora di Marcel Kittel per il bis parigino e il quarto successo di tappa in questa edizione, ottavo al Tour

Un progetto bellissimo, un pensiero stupendo nato nella testa, e nelle gambe, sotto la neve delle Tre Cime di Lavaredo. Quel giorno, il 25 maggio 2013, Vincenzo Nibali vinse il Giro d’Italia trionfando in maglia rosa fra le pendenze assolute delle Dolomiti e oggi, 27 luglio 2014, completa l’impresa in Jaune sugli Champs-Élysées. A novant’anni dalla prima di Ottavio Bottecchia, Nibali s’iscrive fra i vincitori italiani della Grande Boucle, il settimo dopo il pioniere (1924, 1925), Gino Bartali (1938, 1948), Fausto Coppi (1949, 1952), Gastone Nencini (1960), Felice Gimondi (1965) e Marco Pantani nel 1998. Non è tutto, perché da oggi Vincenzo è nel gotha del ciclismo, il sesto sacramento della Tripla Corona (Vuelta a España 2010, Giro d’Italia 2012, Tour de France 2014) come Eddy Merckx, Bernard Hinault, Jacques Anquetil, Alberto Contador e Felice Gimondi. E solo a scrivere i nomi vengono certi brividi…

I primi 73 chilometri della ventunesima e ultima tappa del Tour de France sono una linea di brindisi, foto e sorrisi da Évry a Parigi quando invece inizia, come da tradizione, la corsa vera con un circuito cittadino di 9 giri da 7 chilometri. Il primo scatto è di Sylvain Chavanel, poi una passerella concessa dal gruppo a Jens Voigt, inosssidabile tedesco alla diciassettesima partecipazione dopo sei figli e 43 primavere.
A 41 chilometri dall'ultimo traguardo una caduta di gruppo coinvolge Jaean-Christophe Peraud: davanti non tutti se ne accorgono, ma il secondo della classifica generale rientra in plotone scortato dai suoi AG2R dopo lo spavento. Forano sul porfido parigino Paolini, Martin e Kristoff mentre davanti escono i passisti con mezzo minuto di vantaggio per Serpa, Fonseca, Morkov e Richie Porte.
Il finale però è già scritto e dovrà essere una questione fra Marcel Kittel e Alexander Kristoff, le ruote più veloci di questo Tour: vince il tedesco della Giant-Shimano con un'altra formidabile volata, la seconda consecutiva a Parigi, la quarta di questa edizione, l'ottava in due anni alla Grande Boucle. Un altro trionfo annunciato, come quello di Vincenzo Nibali re di Francia.

 

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