Il corridore della Vini Fantini è risultato positivo all’Epo a un controllo antidoping che si è svolto al termine della prima tappa del Giro d’Italia. Santambrogio era stato una delle sorprese più piacevoli dell’ultima edizione della Corsa Rosa con il successo nella tappa di Bardonecchia e il nono posto della generale…
Scritto da Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)
Uno schiaffo. Forte, improvviso, sicuramente meglio assestato dei due precedenti. Mauro Santambrogio positivo all’Epo. Il
corridore della Fantini Vini-Selle Italia, considerato da Luca Scinto
il simbolo dell’ottimo lavoro di squadra prodotto dei suoi ragazzi,
finisce nella rete del doping esattamente come accaduto a Danilo Di
Luca, tre giorni prima dell’arrivo a Brescia.
La positività del ragazzo, riscontrata al termine della prima tappa, sabato 4 maggio a Napoli, è l’ennesimo colpo basso che il ciclismo si autoinfligge.
Santambrogio era stato uno dei protagonisti dell’ultima edizione della
Corsa Rosa con il nono posto nella classifica generale e, soprattutto,
con il bel successo di tappa ottenuto a Bardonecchia, sul Jafferau. Di
quella frazione conserviamo il ricordo del suo arrivo a braccia alzate,
tra la neve e con Nibali alla sua ruota, oltre al suo sguardo incredulo
nascosto dagli occhiali di aviatore. Sembrava fosse il momento per lui
di spiccare il volo verso una nuova carriera dopo anni di gregariato al
servizio dei suoi capitani. Invece il segreto delle sue prestazioni era
un altro.
Nelle urine di Santambrogio è stata trovata l’Epo, la stessa sostanza per cui è stato allontanato dal Giro (e dal ciclismo) Di Luca.
Il comunicato dell’Uci, l’Unione Ciclistica Internazionale, è arrivato
poco dopo le 16. Il corridore è sospeso in attesa delle controanalisi
che deciderà lui stesso se richiedere o meno. Quello che resta, in
attesa che la vicenda si sviluppi, è una montagna di domande. Che
difficilmente troverà risposta. Per il momento noi, così come il
ciclismo, non possiamo fare altro che mantenere l’equilibrio e provare a
ripartire dopo l’ultimo schiaffo che questo sport ha voluto darsi da
solo. Ma riprendersi sta diventando sempre più dura...

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