Si torna a parlare della causa che ha provocato la morte del Pirata oltre dieci anni fa. “Marco consumava oltre 100 grammi a settimana di cocaina - ha detto il medico che lo aveva in cura - io volevo farlo ricoverare, ma la famiglia si oppose e mi disse di non farlo”
Emergono nuove indiscrezioni sulla causa che ha portato alla morte di Marco Pantani,
uno dei corridori più amati di sempre da tutti gli appassionati delle
due ruote. A parlare questa volta è stato Giovanni Greco, medico del mai
dimenticato fuoriclasse di Cesenatico.
La causa della morte del Pirata è tutta da attribuire all’assunzione esagerata di cocaina da parte di Pantani.
Secondo il medico, Marco faceva un uso spropositato dello stupefacente,
arrivando a consumare anche 100 grammi di cocaina ogni settimana.
“Aveva
un atteggiamento compulsivo nei confronti della cocaina – dichiarava
dieci anni fa il dottor Greco, il cui verbale è stato pubblicato
integralmente sull’edizione cartacea del ‘Corriere Romagna’ – Si
isolava per giorni assumendone quantitativi impressionanti, fumandola,
inalandola e forse anche attraverso originali composizioni (in soluzione oleosa da instillare nelle narici o forse anche la ingeriva)”.
La
forte dipendenza dalla cocaina di Pantani aveva anche indotto il dottor
Greco a richiedere il ricovero del ragazzo ai genitori, che però il 14 gennaio del 2004 (Marco se ne andò un mese dopo) si opposero al consiglio del dottore. Si legge sempre sul ‘Corriere Romagna’:
“I genitori mi riferiscono di trovarsi a Predappio e che Marco sta
delirando. La Ronchi (la manager, ndr) mi comunica che il marito li sta
raggiungendo. Comunico ai genitori che sono intenzionato a chiamare il
servizio di diagnosi a cura di Forlì e avvertirli della situazione
ritenendo opportuno un Tso. I genitori si opposero”.

Nessun commento:
Posta un commento