Il corridore francese è stato assolto dalla Corte d’Appello di Aix. Le sostanze che deteneva erano vitamine, non doping come ipotizzato quasi un anno fa. La Cofidis, la sua ex squadra, lo aveva licenziato e ora Di Gregorio è alla ricerca di un team per cui correre il Tour de France. “In questi mesi ho continuato ad allenarmi”, assicura il francese
Scritto da Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco)
In un periodo storico come quello che il ciclismo sta
vivendo, dove ogni due settimane un ex corridore viene fuori facendo
outing in materia di doping, è doveroso rendere nota anche una vicenda
che, con le sostanze dopanti, non ha niente a che vedere: ma che,
invece, proprio a causa di un’accusa infondata, vede il protagonista
della nostra storia al momento senza squadra.
Riavvolgiamo il nastro Al luglio 2012, in pieno Tour de France. E’ il primo dei due giorni di riposo previsti quando Remy Di Gregorio viene arrestato dalla Gendarmeria francese a Bourg-en-Bresse, su mandato del giudice istruttore di Marsiglia. L’accusa? Doping.
Il francese della Cofidis, la sua squadra di allora, era accusato di uso e possesso di sostanze sospette.
Da lì una parabola discendente come tante se ne sono viste e sentite in
casi di questo tipo: il carcere, e poi la sospensione che diventa
licenziamento da parte del suo team, quindi la libertà vigilata e un
andirivieni infinito dai tribunali per difendere la propria posizione.
C'è solo una differenza tra le storie che vi abbiamo raccontato nel corso di questi ultimi anni e quella di Di Gregorio: il corridore francese era innocente.
Perché, e siamo ai giorni nostri, aprile 2013, la Corte di Appello di
Aix ha reso pubblica la relazione degli esperti che hanno analizzato i
prodotti sequestrati al corridore francese: erano vitamine, nient’altro
che vitamine.
“Finalmente è tutto finito - le parole di Di Gregorio una volta
appresa la conclusione della Corte d’Appello -, anche se la mia
reputazione sportiva è ormai distrutta. Io però insisto nel dire con
convinzione che non mi sono mai dopato. Cos’erano quei prodotti?
Vitamine: paracetamolo, vitamina C, cose banali insomma. Il ricordo di
quei giorni mi torna spesso alla memoria, mi hanno arrestato mentre ero
ancora a letto e ho trascorso la garde a vue in pigiama. Speravo si
chiarisse tutto in fretta e invece ci sono voluti nove mesi. La Cofidis?
Mi ha licenziato immediatamente, quando contro di me non c’era nulla e
il mio passaporto biologico era lì a dimostrarlo: loro sono in torto e
ne pagheranno le conseguenze”.
Sebbene abbia perso quasi un anno di carriera, Di Gregorio non ha mai smesso di allenarsi e
il suo sogno sarebbe quello di poter tornare a fare il corridore e di
prendere parte al prossimo Tour de France. “Non ho niente contro il
ciclismo - chiarisce il francese -. Io ho continuato ad allenarmi
durante questi mesi lontano dal gruppo e sono in peso forma. Vorrei
correre il Tour; spero possa accadere davvero”. Al momento Di Gregorio è
senza squadra: qualcuno scommetterà su di lui?

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