PARIGI-ROUBAIX 2013, CANCELLARA SI IMPONE NELL’INFERNO DEL NORD
Scritto da Fabio DISINGRINI (Twitter @FabioDisingrini)
LA MAGIA DEL PAVÉ: ARENBERG E L’ARBRE - Una corsa durissima e
leggendaria perché, a differenza delle altre classiche, non bastano una
squadra di riferimento o la lettura del tracciato né lo stato di forma:
la Roubaix è questione di attitudine e bisogna averla nelle corde, anzi,
nelle ruote. Cinquantadue chilometri di pavé in 27 settori di pietro,
da Troisvilles (km. 98.5) agli ultimi trecento metri di Espace Charles
Crupelandt (km. 256.5) prima del traguardo nel Velodrome di Roubaix. La
Foresta di Arenberg e il Carrefour de L’Arbre sono un culto: nel Trouée
hanno scritto la storia del ciclismo dal 1968 Eddy Merckx (tre volte
vincitore) Roger De Vlaeminck, che con Boonen detiene il primato di
quattro vittorie fino al ‘77, e Francesco Moser per lo storico tris dal
’78 al 1980 quando venne inserito il Pavé de Luchin a pochi
chilometri dall’arrivo: Bernard Hinault, Sean Kelly, Duclos-Lassalle,
Boonen e Cancellara hanno costruito qui i loro successi negli ultimi
trent’anni di Inferno del Nord.
BOONEN RIMANDA L’IMPRESA, SAGAN TORNA ALL’AMSTEL, MA C’É TANTA ITALIA
- Tom Boonen, detentore e vincitore 2008-09, poteva firmare un
leggendario primato di cinque successi alla Roubaix ma non può
gareggiare per la brutta caduta di Pasqua al Fiandre e anche Peter Sagan
dà forfait: prima vittoria in una Classica alla Gand-Wevelgem, secondo a
Sanremo, Harelbeke e nel Ronde, lo slovacco tira il fiato per il
trittico Amstel Gold Race, Freccia Vallone e Bastogne-Liegi. Manca anche
Philippe Gilbert: l’iridato deve conservarsi se come nel 2011 vuole
tornare re delle Ardenne. L’Italia presenta Da Dalto, Marangoni,
Sabatini (Cannondale), Visconti (Movistar), Puccio per Boasson-Hagen in
maglia Sky, Tosatto (Saxo-Tinkoff), Selvaggi (Vacansoleil), Apollonio
(AG2R), Guarnieri e Andrea Guardini in Astana, Quinziato e Daniel Oss
per Phinney e Thor Hushovd in BMC, Bandiera (IAM) e Luca Paolini
(Katusha) oltre alla folta rappresentativa Lampre con Cattaneo, Favilli,
Ferrari, Graziato, Palini e Petacchi al servizio di Filippo Pozzato,
secondo quattro anni fa.
CANCELLARA NUMERO UNO, SFILATI TUTTI GLI OUTSIDER - Fabian
Cancellara era il favoritissimo della vigilia dopo l’egemonia del
Fiandre: le due cadute subite in settimana allo Scheldeprijs e in
ricognizione non hanno fermato la Locomotiva di Berna già
vincitore 2006 e 2010. Juan Antonio Flecha dopo tanti piazzamenti -
secondo nel 2007, terzo 2005 e 2010, quarto 2006 e l’anno scorso - era
invece l’antagonista più quotato insieme a Taylor Phinney che ha vinto
due volte la Roubaix Under-23. Erano attesi, ma non si sono mai visti,
anche i norvegesi Hushovd e Edvald Boasson-Hagen così come Sylvain
Chavanel vincitore alla Tre Giorni di La Pamme (e 3 tappe alla
Parigi-Nizza) con piazzamento a Sanremo e Harelbeke. Molto meglio per la
Omega-Pharma Stybar, Vandenbergh e Niki Terpstra specialisti del pavé
come Popovych, Devolder e Rast al lavoro per Cancellara in RadioShack.
Non pervenuti Jurgen Roelandts (podio al Fiandre), Sebastien Turgot
della Europcar, secondo l'anno scorso, e Johan Van Summeren vincitore
2011 tra gli altri outsider della vigilia.
UNA BICI SPECIALE PER LA REGINA - Per i
256 chilometri della Regina ci vuole una bici speciale (Pinarello Dogma
65.1, Bianchi Infinito CV), un prodotto specifico con telaio più lungo,
diversi angoli piantone e sterzo, carro posteriore più lungo, forcella
più alta per i tubolari da 29 mm. (anziché 23) sezione e battistrada,
meno pressione gomma, doppio nastro più technogel sul manubrio, il
taping per le dita e non ultimo il metallo al posto del carbonio a
conferire un ritorno romantico al ciclismo degli eroi. Il pavé richiede
anche una pedalata diversa, sia in fase di spinta che recupero, per la
migliore cinetica sul pietro e una particolare attenzione al recupero
non soltanto metabolico ma soprattutto microtraumatico.
GLI ATTACCANTI DI GIORNATA - La Parigi-Roubaix numero 111
inizia alle 10:24 in Compiègne con un inatteso sole (ma la solita
temperatura rigida di 6 gradi) e un gruppo di tredici corridori - Gert
Steegmans (OPQ), Bjorn Thurau (EUC), Bob Jungels (RLT), Gatis Smukulis
(KAT), Jacob Rathe (GRS), Jens Debuschere (LTB), Frederik Veuchelen
(VCD), Michael Morkov (TST), Evaldas Siskevicius (SOJ), Guillaume Boivin
(CAN), Eloy Teruel (MOV), Clement Kortesky (BSE) e Benjamin Lemontagner
(BSE) - in fuga dal km. 20 con mezzo minuto di vantaggio sul gruppo
dopo la prima ora di corsa a 49,5 km di media oraria. Dopo 50 chilometri
di nomea per i tredici battistrada si chiude la prima fuga del giorno e
ricominciano gli scatti davanti al gruppo (prima Jarrier, poi Florian
Vachon della Bretagne) in attesa del primo tratto di pavée a
Troisvilles, chilometro 98. La seconda fuga è di Gert Steegmans
(Omega-Pharma), Matthew Hayman (Sky), Stuart O'Grady (Orica) e Clement
Kortetzky della Bretagne che accumulano un vantaggio massimo di 1'30 sul
gruppo fino all'ingresso nella Foresta di Arenberg, la leggendaria
sezione di 2,4 chilometri di pavé che dal 1968 scrive tante pagine di
storia del ciclismo.
IL FILM DELLA CORSA: ALLA FINE RESTANO IN TREDICI - Sulla
decima sezione di pietro del chilometro 158 si muovono Phinney e Michael
Schar della BMC: O'Grady e Korezky si staccano subito dalla fuga di
Steegmans e Hayman e ad Arenberg si formano i primi "gruppetti" per
l'inesorabile selezione del pavé. A -73 km. una maxi-caduta nella pancia
del plotone coinvolge tra gli altri Geraint Thomas (Sky) Matthieu
Ladagnous (FDJ) e il nostro Pippo Pozzato che si attardano a rientrare
per qualche ammaccatura. Prima di loro, intorno alla seconda ora di
corsa, era stato Yoann Offredo della FDJ a stendersi sull'asfalto con
una rovinosa (e spettacolare) caduta per fortuna senza gravi
conseguenze. Poco prima del pavé di Orchies cadono anche Ladagnous e
Giovanni Visconti mentre Koretzky, che fora, e O'Grady perdono anche la
ruota di Michael Schar della BMC che contrattacca e a meno -50 km.
Steegmans, Hayman, Schar e Damien Gaudin della Europcar si prendono un
minuto di vantaggio sul primo gruppo. A Mons en Pévèle, con Arenberg e
Carrefour de L'Arbre la sezione di pavé (3 chilometri) più temuta della
Parigi-Roubaix, Flecha, Terpstra, Paolini, Sinkeldam e Lars Boom sono
tutti velocissimi per il preludio dei tredici battistrada: Fabian
Cancellara (Radioshack), Stijn Vandenbergh (Omega Pharma), Sylvain
Chavanel (Omega Pharma), Luca Paolini (Katusha), Sep Vanmarcke (Blanco),
Niki Terpstra (Omega Pharma), Juan Antonio Flecha Giannoni
(Vacansoleil), Sebastian Langeveld (Orica Greenedge), Greg Van Avermaet
(BMC), Damien Gaudin (Team Europcar ) e Bernhard Eisel della Sky.
CANCELLARA CHIUDE TUTTI GLI ATTACCHI SUI PAVÉ - Vandenbergh,
Vanmarcke, Langeveld e Gaudin si prendono mezzo minuto di vantaggio sul
gruppetto Cancellara a Pont Thibaut, ma a meno trenta inizia lo show della Locomotiva di Berna
che prima rientra in contropiede, poi apre il gas a Bourghelles (-20
km.) con Zdenek Stybar, un altro della Omega-Pharma, all'inseguimento
dei belgi Vandenbergh e Vanmarcke. Terpstra, Flecha, Gauden, Van
Avermaet e Langeveld all'inseguimento, fora Luca Paolini, Vandenbergh,
Vanmarcke, Stybar e Fabian Cancellara fanno il vuoto da
Camphin-en-Pévèle per l’ingresso nell’attesissimo Carrefour de L’Arbre.
DAL CARREFOUR AL VELODROME: SPARTACUS È INVINCIBILE -
Vanderbergh cade nei primi metri di pavé ed è subito fuori dai giochi,
Stybar e Vanmarcke resistono alle prime accelerazioni di Cancellara ma
lo slovacco sbanda e non può più rientrare nell’ultimo chilometro di
Gruson. Cancellara e Vanmarcke. Gli ultimi dieci chilometri sono un
duetto: Vanmarcke resiste al primo affondo di Cancellara a meno quattro,
ultimo chilometro nel Velodrome di Roubaix dove suona la campana per il
giro sull'ovale. Vanmarcke parte prima nel tentativo di anticipare allo
sprint Cancellara, ma il finale è già scritto dall’Arbre: Spartacus è ancora invincibile.
Ordine d'arrivo:
Ordine d'arrivo:
| 1 | Fabian Cancellara (SUI) | RadioShack | 5:45:33 | |
| 2 | Sep Vanmarcke (BEL) | Blanco | +0 | |
| 3 | Niki Terpstra (NED) | Omega Pharma - Quick-Step | +31 | |
| 4 | Greg Van Avermaet (BEL) | BMC Racing | +31 | |
| 5 | Damien Gaudin (FRA) | Europcar | +31 | |
| 6 | Zdenek Štybar (CZE) | Omega Pharma - Quick-Step | +39 | |
| 7 | Sebastian Langeveld (NED) | Orica | +39 | |
| 8 | Juan Antonio Flecha (ESP) | Vacansoleil | +39 | |
| 9 | Alexander Kristoff (NOR) | Katyusha | +50 | |
| 10 | Sébastien Turgot (FRA) | Europcar | +50 |

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