domenica 21 aprile 2013

Liegi-Bastogne-Liegi Vince Daniel Martin Grande Gioco di Squadra Della Garmin

L'irlandese della Garmin-Sharp trionfa ad Ans chiudendo negli ultimi cinquecento metri su Purito Rodriguez. Alejandro Valverde terzo battendo nella volata per il podio il secondo in una settimana di Ardenne - Carlos Betancur e Michele Scarponi. C'è anche Enrico Gasparotto, sesto, nei primi dieci della Decana senza il grande favorito, Philippe Gilbert, e Vincenzo Nibali ventitreesimo



Daniel Martin, irlandese classe 1986 della Garmin-Sharp, vince la Liegi-Bastogne-Liegi grazie a un ultimo nettissimo allungo su Purito Rodriguez a cinquecento metri dal traguardo di Ans: un capolavoro che dopo la Volta Ciclista a Catalunya (vinta un mese fa) aggiunge Martin nel novero dei protagonisti alla vigilia dei grandi giri. Per Alejandro Valverde, vincitore 2006 e 2008, arriva invece un altro podio delle Ardenne dopo il secondo posto di sette giorni fa alla Gold Race: l'embatido regola allo sprint Carlos Betancur e Michele Scarponi - quinto come Paolini a Sanremo per il miglior piazzamento italiano nelle Monumento - davanti a Enrico Gasparotto. Nibali soltanto 23° e mai nel vivo della corsa (come il grande favorito Philippe Gilbert che crolla sulla nuova Côte de Colonster) dopo le fatiche del Trentino.

LE CÔTES DELLA DECANA - La Liegi Bastogne Liegi è l'ultima Classica di primavera che chiude idealmente la prima parte di stagione alla vigilia dei grandi giri: per l'edizione numero 99 della Doyenne si percorrono 261 chilometri con il primo degli undici côtes, La roche-en-Ardenne di 2,8 km. al 6.2%, dopo 70 km. di Vallonia piatta con passaggio in Lussemburgo e ultima ascesa (Côte de Saint-Nicolas, 1,2 km. all'8.6%) a cinquemila metri dal traguardo di Ans. Dopo Bastogne 26 chilometri di salita in 10 tratti e, come per l'Amstel Gold Race in restyling "mondiale", c'è una sostanziale modifica di percorso anche nella Monumento delle Ardenne che rinuncia per lavori in corso alla Côte de la Roche aux Focauns (decisiva nelle ultime edizioni, l'anno scorso con Nibali all'attacco): al suo posto la più facile Côte de Colonster (2,4 km. al 6%) a 17 chilometri dall'arrivo dopo la mitica Redoute (2 km. al 9%) per la prima selezione.


ITALIANI AL VIA: C'É NIBALI - Il podio dell'anno scorso, Maxim Iglinskij davanti a Vincenzo Nibali (fresco vincitore del Giro del Trentino) e Enrico Gasparotto, corre in Astana che con altri due italiani (Gavazzi e Simone Ponzi) è la squadra di riferimento della Doyenne 2013. La Cannondale rinuncia a Peter Sagan - in netta flessione sulle Ardenne nonostante il successo nel Freccia Brabante dopo tante Fiandre da protagonista - testando la maturità di Moreno Moser (sessantesimo all'esordio 2012) a fianco di Agostini, Caruso, De Marchi, Ratto e Cristiano Salerno. La Lampre è tutta italiana con Damiano Cunego, Diego Ulissi e Michele Scarponi uomini di riferimento con Bono, Cimolai, Mori, Stortoni e Mattia Cattaneo. Azzurri sparsi in Europcar (Malacarne), Omega Pharma (Brambilla), Vacansoleil (Marcato) e AG2R (Nocentini e Montaguti) a completare con Giovanni Visconti nella Movistar di Alejandro Valverde (vincitore 2006 e 2008 e secondo domenica alla Gold Race) e Giampaolo Caruso della Katusha di Dani Moreno, che ha vinto la Freccia Vallone, e Joaquim Rodriguez l'elenco dei 25 italiani al via della Decana.


START E PRIMA FUGA CON 6 BATTISTRADA - Chilometro zero alle 10:30 per il via ufficiale della Liegi-Bastogne-Liegi 2013 con sei corridori - Bart De Clercq (Lotto), Vincent Jerome (Europcar), Jonathan Fumeaux (IAM), Pirmin Lang (IAM), Frederik Veuchelen (Vacansoleil) e Sandre Armee della Topsport - subito in fuga per prendersi dopo la prima ora di corsa (alla media di 40 km/h sul falsopiano che porta a Werbomont) il vantaggio massimo di 14 minuti sul gruppo. Un gap troppo ampio che manda Katusha e Astana con l'iridato under-23 Alexey Lutsenko e Eduard Vorganov subito davanti per migliorare l'andatura del gruppo prima della Roche en Ardenne che vara le côtes della corsa.


BOA DI BASTOGNE E CÔTES DI RITORNO - Ancora 12 minuti di vantaggio dopo la seconda ora di corsa (40 km/h di media oraria) con arrivo a Bastogne e prima côte di ritorno a Saint-Roch (1 km all'11%) presso il chilometro 100 di corsa. BMC e Movistar si avvicendano a Katusha e Astana davanti al gruppo per sgretolare il vantaggio dei sei fuggitivi ridotto a 6 minuti prima del Côte de Wanne (2,7 km. al 7.3%). Un forcing della Blanco con Tom Jelte Slagter spezza il gruppo in due grandi tronconi (davanti restano non più di 50 unità) e il successivo della Saxo-Tinkoff con l'azione di Chris Anker Sørensen sul Col du Rosier (4,4 km. al 6%) per Roman Kreuziger, Nicki Sørensen e Alberto Contador riduce il ritardo del plotone sotto i 5 minuti a -80 km. dal traguardo. Battistrada della corsa in difficoltà anche sul Col du Rosier (4,4 km al 6%) con un gap ormai sceso sotto i 3 minuti mentre si scende verso Spa.


SCARPONI NELL’ULTIMO QUINTETTO: HESJEDAL È IN FORMA ROSA - Ultimi 50 chilometri con la Sky a quattro punte (Uran, Henao, Froome e Richie Porte) all’attacco su Côte du Maquisard (2,5 km. al 5.0%) e Mont-Theux (2,7 km. al 6%) e fuga chiusa a -40 km. sulla leggendaria Côte de La Redoute (2 chilometri al 9%): sui pedali David Lopez (Sky) Jakob Fuglsang (Astana) e Rui Costa della Movistar, rispondono Gilbert, Nibali, Scarponi, Moreno Moser e Valverde ma è lo spagnolo della Sky a decidere l’ultimo attacco in terzetto con Cunego e Romain Bardet della AG23 in allungo sui contrattaccanti (Frank, Losada, Ten Dam e Pierrick Fedrigo). Tutta la BMC si mette in testa al gruppo per la maglia iridata chiudendo sui nuovi fuggitivi a -20 km e la situazione torna apertissima sul nuovo Côte de Colonster: nei primi metri escono dal gruppo Quintana, Caruso, Gasparotto e Alberto Contador con Rigoberto Uran, Igor Anton e soprattutto Ryder Hesjedal. Il canadese detentore del Giro fa il Cancellara e in pochi metri e si prende quasi mezzo minuto fino all’ultima côte della Doyenne 2013 a Saint-Nicolas dove spara Carlos Batencur mentre cade Dani Moreno e il colombiano è il primo a chiudere su Hesjedal che però sembra aver lavorato per il suo compagno di squadra in Garmin, Daniel Martin, ora in quintetto per gli ultimi 5 km. con Scarponi, Rodriguez, Valverde e il cafetero della AG2R.


CAPOLAVORO MARTIN: SI ARRENDE ANCHE PURITO - Il finale è bellissimo perché negli ultimi mille metri la strada torna a salire al 5.5%, una pendenza minima che però fa la differenza dopo 260 chilometri in più di 6 ore di corsa: spara Purito a meno uno e sembra fatta ma ecco il ritorno di Martin che, quarto alla Freccia Vallone mercoledì, vince la Doyenne, quarta Classica Monumento del 2013. Ed è il secondo irlandese ad alzare le braccia al cielo di Ans dopo il grande Sean Kelly: Good Job.

Ordine D'arrivo: 

1Daniel Martin  (IRL) Garmin  6:38:07   
2Joaquim Rodríguez  (ESP) Katyusha  6:38:10  +03.000 
3Alejandro Valverde  (ESP) Movistar  6:38:16  +09.000 
4Carlos Betancur  (COL) AG2R  6:38:16  +09.000 
5Michele Scarponi  (ITA) Lampre  6:38:16  +09.000 
6Enrico Gasparotto  (ITA) Astana  6:38:25  +18.000 
7Philippe Gilbert  (BEL) BMC Racing  6:38:25  +18.000 
8Ryder Hesjedal  (CAN) Garmin  6:38:25  +18.000 
9Rui Costa  (POR) Movistar  6:38:25  +18.000 
10Simon Gerrans  (AUS) Orica  6:38:25  +18.000 

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