Capolavoro Made in Italy e calcoli perfetti in casa Cannondale per Peter Sagan che vince la volata di Albi davanti a John Degenkolb e Daniele Bennati. Velocisti puri estromessi dai lavori forzati di Moser, De Marchi, Marangoni e Fabio Sabatini per una bellissima vittoria di squadra: Sagan rompe il ghiaccio alla centesima Grande Boucle dopo quattro podi (tre secondi posti), Kadri in pois
Scritto da Fabio DISINGRINI (Twitter @FabioDisingrini)
Una grande vittoria di squadra con tanta, tantissima
Italia protagonista nella settima tappa del Tour de France: Peter Sagan
rompe il ghiaccio per la prima ad Albi, la quarta alla Grande Boucle
dopo il tris 2012, dopo quattro podi (tre secondi posti) in questa
edizione e otto piazzamenti dall’ultimo successo di Metz. Vince Sagan,
trionfa la Cannondale: 130 chilometri di forcing dal secondo Gpm di
tappa, Moser in salita, De Marchi e Marangoni in linea, Sabatini nelle
volate per sfiancare i velocisti fin qui decorati con Kittel, Cavendish e
André Greipel al palo. Un colpo all'italiana!
SETTIMA TAPPA, LA VOLATA È PER POCHI - Settima frazione di 205
chilometri da Montpellier ad Albi con quattro Gran Premi della Montagna
- Col des 13 Vents di terza categoria, Col de La Croix de Mounis (2),
Côte de la Quintaine (3) e Côte de Teillet (4) - Traguardo Volante a
Viane Pierre-Ségade e arrivo velocissimo con una leggera discesa negli
ultimi due chilometri perché l'ultima asperità di tappa è a 34
chilometri dal traguardo. Start dalla capitale della Languedoc con due
attaccanti dal chilometro 10: si tratta di Blel Kadri, francese AG2R che
ha vinto in primavera la Roma Maxima, e Jens Voigt, 42 anni, tedesco
della RadioShack-Nissan alla sedicesima partecipazione Grande Boucle
con quattro successi (l’ultimo nel 2006 a Monthermé), ha vinto
quest'anno la quinta tappa del Tour of California. Una caduta nei primi
chilometri di corsa intanto coinvolge Joaquim Rodriguez e Nairo Quintana
(già a terra ieri) oltre a Boasson-Hagen e Matteo Bono costringendo al
ritiro Christian Vande Velde della Garmin Sharp mentre da Montpellier
non ha preso il via Janez Brajkovic: sloveno malconcio ieri dopo una
brutta caduta sopra uno spartitraffico e per l’Astana è già il terzo
forfait dopo Kashechkin e Fredrik Kessiakoff
.
CANNONDALE MADE IN ITALY: SPRINTER AL PALO -
Kladri scollina per primo sui primi due Gran Premi di Montagna, Col des
13 Vents da Hérépian (6,9 km. al 5.6%) e Col de la Croix de Mounis da
Andabre di 6,7 chilometri al 6.5% per sfilare la maglia a pois a Rolland
e sul Gpm2 inizia il capolavoro Cannondale Made in Italy: Moser
fa l’andatura in salita per sfiancare i velocisti, De Marchi mena in
piano e Fabio Sabatini scorta Sagan sullo Sprint di Viane con Flecha
dietro allo slovacco che consolida il suo vantaggio (49 punti su
Greipel) per la maglia verde: sulla Croix Greipel e Kittel transitano
con 3 minuti di ritardo, Cavendish crolla a 5’, Malori si ritira e a
cento dall’arrivo si rialzano Voigt e Kadri mentre inizia l’anomala
“coronosquadre” dei Lotto e degli Omega Pharma all’inseguimento della
Cannondale. A novanta dall’arrivo Cavendish rientra su Greipel a 3
minuti da Sagan: consumeranno altri 30 secondi al gruppo maglia gialla,
ma dopo cinquanta chilometri la Lotto dirà basta rialzandosi per la resa
delle ruote veloci (arriveranno ad Albi con oltre 10 minuti di
ritardo), perché a 65 km. dal traguardo scattano Jan Bakelandts, Juan
Jose Oroz (Euskaltel Euskadi) e Cyril Gautier del Team Europcar con la
Orica-GreenEdge preziosissima alleata di Sagan per difendere la maglia
gialla di Daryl Impey dal ritorno di Bakelandts, l’ex-leader che avrà un
minuto di vantaggio a meno cinquanta.
IL FILM DELLA VOLATA: SAGAN COMPLETA THE ITALIAN JOB - Il
vincitore della seconda tappa Jan Bakelandts scollina per primo sulle
Côtes de la Quintaine (6,5 Km. al 4%) e de Teillet (2,6 Km. al 5%) e con
gli altri battistrada, Oroz e Gautier resiste fino a 3 chilometri
dall’arrivo perché la Cannondale, ancora schierata in testa al gruppo
per gli ultimi cinquanta, non sbaglia i calcoli riprendendo i fuggitivi
per la picchiata finale (il penultimo chilometro è in leggera discesa):
ci provano i Lampre per Favilli mentre Sabatini lancia la volata di
Sagan anche se è Johnny Degenkolb il primo a uscire dalla ruota
dell’ultimo uomo verde. Per il tedesco della Argos, vincitore di cinque
volate su cinque nell’ultima Vuelta a España, è però troppo presto e
Sagan non può fallire: quarta vittoria dello slovacco al Tour de France,
Degenkolb secondo, terzo Daniele Bennati sul traguardo di Albi che nel
1999 parlò italiano (poker nostrano con vittoria di Salvatore Commesso
davanti a Serpellini, Piccoli e Lanfranchi): oggi il bis per il miglior
assist a Peter Sagan.
Ordine D'arrivo 7 tappa:
1. Peter Sagan, Slovakia, Cannondale,
2.
John Degenkolb, Ger, Team Argos-Shimano, st;
3. Daniele Bennati, Ita,
Team Saxo-Tinkoff, st;
4. Michal Kwiatkowski, Pol, Omega
Pharma-Quickstep, st;
5. Edvald Hagen, Nor, Sky Pro Cycling, st;
6.
Francesco Gavazzi, Ita, Astana Pro Team, st;
7. Tony Gallopin, Fra,
RadioShack - Leopard, st;
8. Arthur Vichot, Fra, FDJ, st;
9. Manuele
Mori, Ita, Lampre - Merida, st;
10. Sylvain Chavanel, Fra, Omega
Pharma-Quickstep

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