Il corridore dell'Orica GreenEdge vince in volata la terza tappa del Tour de France davanti a Peter Sagan (Cannondale) e a Rojas, del Team Movistar. Per assegnare la vittoria è necessario il photofinish: Gerrans vince per un battito di ciglia. Il corridore belga della RadioShack, Jan Bakelants, resta in maglia gialla...
Scritto da Andrea TABACCO (Twitter: @AndreaTabacco
Il Tour de France saluta la Corsica con la vittoria di un australiano, Simon Gerrans,
primo aussie di sempre a conquistare una tappa al Tour de France con
addosso la maglia di un team proveniente dall’Australia. Peter Sagan, battuto al photofinish, è ancora secondo dopo la frazione con arrivo ad Ajaccio. Terzo Rojas,
del Team Movistar. In attesa della crono a squadra di Nizza, primo vero
spartiacque di questa edizione numero 100 della Grande Boucle, la
maglia gialla resta sulle spalle del belga della RadioShack, Jan Bakelants.
La tappa è caratterizzata dalla lunga fuga di cinque corridori, che escono dal gruppo già al km 0. Lieuwe
Westra (Vacansoleil), Alexis Vuillermoz (Sojasun), Cyril Gautier
(Europcar), Sebastien Minard (Ag2r) e Simon Clarke (Orica GreenEdge)
arrivano ben presto a guadagnare anche 4’20’’ nei confronti del gruppo
maglia gialla in testa al quale, sul Col de San Martin, si porta la Saxo
Tinkoff di Alberto Contador. Il forcing della squadra del Pistolero,
simile in quanto a sorpresa di quello di Froome visto nella seconda
tappa, permette al gruppo di limare quasi tutto il vantaggio alla testa
della corsa, che però lungo la discesa torna a prendere un margine
sufficiente per evitare di doversi rialzare.
Il forcing della RadioShack permette al gruppo di riprendere la fuga ai -15 dall’arrivo, con la tappa che si accende sul Col de Marsolino, salita di 3.3 km all’8.1% di pendenza media posta a 13 km dal traguardo di Calvi. Rolland,
alla caccia di punti per la maglia a pois, transita per primo in vetta
al Gpm. In discesa, sul corridore dell’EuropCar si portano Nordhaug, Chavanel e Nieve: i quattro restano in testa fino ai 4 km dall’arrivo, ma l’epilogo in volata è ormai cosa certa. Il
lavoro dell’Orica è perfetto: Gerrans sbuca alla perfezione alle spalle
di Sagan e tiene duro fino alla linea del traguardo. Non alza le
braccia, non festeggia, perché con lui – praticamente sulla sua stessa
linea – c’è anche Sagan.
Che scoprirà poi essere (ancora) secondo per un battito di ciglia. E solo al photofinish. Per l’australiano, vincitore di una Milano-Sanremo e di almeno una tappa in tutti e tre i grandi Giri (Giro, Tour e Vuelta), si tratta della seconda affermazione sulle strade della Grande Boucle dopo quella di Prato Nevoso nel 2008. Per lo slovacco della Cannondale, che si può consolare con la maglia verde di leader della classifica a punti, è ovviamente tanta la delusione, almeno pari alla consapevolezza che le botte per la caduta della prima frazione si stanno finalmente riassorbendo del tutto. Il Tour de France, in fondo, è appena cominciato. Domani quarta tappa: crono a squadra a Nizza, 25 i km da affrontare. La classifica generale subirà il primo scossone. Favoriti d’obbligo Sky, Movistar, Bmc, RadioShack e Saxo-Tinkoff.
Che scoprirà poi essere (ancora) secondo per un battito di ciglia. E solo al photofinish. Per l’australiano, vincitore di una Milano-Sanremo e di almeno una tappa in tutti e tre i grandi Giri (Giro, Tour e Vuelta), si tratta della seconda affermazione sulle strade della Grande Boucle dopo quella di Prato Nevoso nel 2008. Per lo slovacco della Cannondale, che si può consolare con la maglia verde di leader della classifica a punti, è ovviamente tanta la delusione, almeno pari alla consapevolezza che le botte per la caduta della prima frazione si stanno finalmente riassorbendo del tutto. Il Tour de France, in fondo, è appena cominciato. Domani quarta tappa: crono a squadra a Nizza, 25 i km da affrontare. La classifica generale subirà il primo scossone. Favoriti d’obbligo Sky, Movistar, Bmc, RadioShack e Saxo-Tinkoff.
IL VINCITORE - SIMON GERRANS: “Sono davvero contentissimo. Avevo
gambe fantastiche e i miei compagni mi hanno protetto fino alla fine,
concedendomi di fare lo sprint nel migliore dei modi. Piano tattico?
Volevamo andare in fuga per evitare poi di andare a tutta in testa al
gruppo. Se fossimo arrivati con un gruppetto ristretto ci avrei dovuto
provare. Il fotofinish? Non sapevamo chi dei due (l’altro era Sagan,
ndr) aveva vinto: ho solo pensato a dare tutto me stesso fino al
traguardo. Questo successo al Tour è per me di importanza incredibile:
qui avevo già vinto nel 2008, ma una tappa in questa edizione della
Grande Boucle, la numero 100 della storia del Tour, era il mio grande
obiettivo”.

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